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l. n.389/89

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Notifica ricorso Cassazione: quando è inesistente
Un ente previdenziale ricorre in Cassazione contro una società cooperativa per una questione di minimale contributivo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché la notifica ricorso Cassazione, tentata e non riuscita, non è stata rinnovata, determinando la sua inesistenza e il decorso dei termini per l'impugnazione.
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Retribuzione convenzionale: legittimo il calcolo pensione
Un ex dipendente di un Ministero, che aveva lavorato presso una sede diplomatica all'estero, ha contestato il calcolo della sua pensione, basato su una retribuzione convenzionale inferiore a quella effettivamente percepita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per questa specifica categoria di lavoratori si applica un regime legale speciale che deroga legittimamente alla regola generale. La Corte ha ritenuto tale disciplina speciale non discriminatoria e costituzionalmente legittima.
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Sgravi contributivi: quale CCNL applicare?
Un'impresa si è vista negare degli sgravi contributivi dall'Istituto Previdenziale perché applicava un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore agricolo anziché quello del settore terziario, cui l'azienda apparteneva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo che per beneficiare degli sgravi è necessario fare riferimento al CCNL del settore produttivo di appartenenza dell'impresa. Inoltre, ha chiarito che l'onere di dimostrare il possesso dei requisiti per ottenere le agevolazioni spetta al contribuente.
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Lavoro intermittente: no alla conversione senza DVR
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata adozione del documento di valutazione dei rischi (DVR) in un contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato non ne causa la conversione automatica in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno. Secondo la Corte, a differenza dei contratti a termine, non esiste una norma specifica che preveda tale sanzione per il lavoro intermittente a tempo indeterminato. L'ente previdenziale aveva richiesto il pagamento di contributi calcolati come se il rapporto fosse a tempo pieno, ma la sua pretesa è stata respinta.
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Contratto di lavoro intermittente: nullità e conversione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità di un contratto di lavoro intermittente, dovuta a vizi come la mancanza del documento di valutazione dei rischi o del requisito di età, non ne determina la conversione automatica in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Si applica l'art. 2126 c.c., pertanto i contributi previdenziali sono dovuti solo per le giornate effettivamente lavorate.
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Contratto intermittente: no conversione senza DVR
L'Ente Previdenziale ha richiesto la conversione di un contratto di lavoro intermittente in contratto a tempo indeterminato a causa della mancata redazione del documento di valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, a differenza di altri tipi di contratto, non esiste una norma specifica che preveda tale automatica conversione per il contratto di lavoro intermittente in questa ipotesi.
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Obbligazione contributiva: la prova e la prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro due cartelle esattoriali per contributi non versati. La Corte ha ribadito il principio di indisponibilità dell'obbligazione contributiva, affermando che l'ente previdenziale non può rinunciare a un credito, anche se erroneamente lo ha ritenuto prescritto. Inoltre, ha chiarito le regole sulla ripartizione dell'onere della prova e sul valore probatorio dei verbali ispettivi.
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Minimale contributivo: appello inammissibile
Un ente previdenziale contesta a una società il mancato versamento del minimale contributivo. La Corte di Cassazione dichiara l'appello inammissibile perché l'ente introduce una questione nuova, diversa da quella discussa nei gradi di merito, violando i principi processuali.
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