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L. n. 335 del 1995, art. 3

14 provvedimenti

Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa battuta in Cassazione
Un ente di previdenza privato ha applicato un prelievo forzoso sulla pensione di un iscritto per risanare i propri conti interni. L'ente ha giustificato il taglio definendolo una misura di salvaguardia finanziaria. Il pensionato ha contestato la trattenuta chiedendo la restituzione integrale del dovuto con gli interessi. La Corte di Cassazione ha dato ragione al pensionato, stabilendo che il contributo di solidarietà imposto autonomamente dalla Cassa è illegittimo. Solo il legislatore statale possiede il potere di istituire prestazioni patrimoniali obbligatorie a carico dei cittadini. L'ente previdenziale deve restituire tutte le somme trattenute indebitamente, calcolando gli interessi legali a partire dal momento in cui ha eseguito i singoli prelievi.
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Prescrizione contributi previdenziali: stop alle pretese INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una Società il rimborso delle somme anticipate per la mobilità lunga dei lavoratori, comprensive di indennità e contribuzione figurativa. La Società ha eccepito la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che tali somme rientrano nella vasta categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni prevista dalla legge, anziché quella ordinaria decennale. L'Ente Previdenziale perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese processuali.
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Riliquidazione della pensione: sconfitto il taglio della Cassa
Un professionista ha ottenuto la riliquidazione della pensione di vecchiaia erogata dal 2005. La Cassa di previdenza aveva applicato un calcolo peggiorativo basato su un regolamento successivo. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto al calcolo più favorevole per i contributi versati fino al 2003, applicando la prescrizione decennale. La Cassa ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che le modifiche peggiorative non si applicano retroattivamente alle pensioni antecedenti al 2007. Inoltre, ha ribadito che quando si contesta il calcolo della pensione, si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni e non quella quinquennale delle singole rate. Il pensionato vince definitivamente la causa.
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Rimborso contributi previdenziali: scontro sulla prescrizione
Un pensionato ha ottenuto nei primi gradi di giudizio il diritto al rimborso contributi previdenziali relativi a somme versate come contributo di solidarietà alla propria Cassa previdenziale tra il 2009 e il 2014. L'Ente previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la decisione e sostenendo, tra i vari motivi, che il diritto al rimborso fosse ormai prescritto. La Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione, rilevando che la questione sulla durata della prescrizione (se quinquennale o decennale) presenta una particolare rilevanza nomofilattica, ha ritenuto che non vi fossero i presupposti per una decisione semplificata. Di conseguenza, la Corte ha rimesso la causa alla Quarta Sezione Civile per una trattazione approfondita.
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Prescrizione contributi previdenziali: vince l’azienda
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il rimborso delle somme erogate ad alcuni lavoratori a titolo di indennità e contribuzione figurativa per la mobilità lunga. L'Azienda ha eccepito la prescrizione dei crediti vantati dall'istituto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente pubblico, confermando che il credito per il rimborso di tali somme rientra nell'ampia categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni e non quella ordinaria decennale. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, decretando la vittoria dell'Azienda e condannando l'ente previdenziale al pagamento delle spese di giudizio.
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Pensioni e Contributo di solidarietà: stop ai tagli delle Casse
Un pensionato ha contestato la trattenuta effettuata sulla sua pensione dalla Cassa di previdenza dei dottori commercialisti a titolo di Contributo di solidarietà tra il 2009 e il 2013. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo. I giudici hanno stabilito che le casse previdenziali privatizzate non possono imporre autonomamente trattenute sulle pensioni già liquidate per sanare i propri bilanci. Solo la legge dello Stato può imporre prestazioni patrimoniali obbligatorie ai sensi della Costituzione. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute e a pagare le spese di giudizio.
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Contributo di solidarietà: la Cassa perde contro il pensionato
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della trattenuta applicata da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un iscritto a titolo di contributo di solidarietà. L'ente previdenziale aveva trattenuto somme dal trattamento pensionistico per garantire l'equilibrio di bilancio. I giudici hanno stabilito che le casse professionali privatizzate non hanno il potere di imporre prelievi forzosi sulle pensioni già liquidate. Tale potere spetta esclusivamente al legislatore statale, nel rispetto della Costituzione. Di conseguenza, la Cassa deve restituire al pensionato tutte le somme indebitamente trattenute, oltre a pagare le spese legali del giudizio.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi delle Casse pensioni
Un professionista in pensione ha chiesto la restituzione delle somme trattenute dalla propria cassa previdenziale a titolo di contributo di solidarietà tra il 2009 e il 2013. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ordinando il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della Cassa. I giudici hanno stabilito che le casse previdenziali privatizzate non possono imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale imposta che, secondo la Costituzione, può essere istituita esclusivamente dal legislatore statale e non da un ente privato, anche se finalizzata al pareggio di bilancio.
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Contributo di solidarietà: scontro sulla prescrizione del rimborso
Un professionista in pensione ha ottenuto nei primi gradi di giudizio la condanna della propria Cassa di previdenza alla restituzione di oltre 36.000 euro versati come contributo di solidarietà. La Cassa ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo la prescrizione quinquennale del diritto al rimborso anziché quella decennale applicata dai giudici di merito. La Sesta Sezione Civile, ritenendo la questione sulla prescrizione di massima importanza per l'uniformità del diritto, ha rimesso la causa alla Quarta Sezione Civile per una trattazione approfondita.
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Contributo di solidarietà pensione: Cassa condannata al rimborso
Un professionista in pensione ha citato in giudizio la sua Cassa di Previdenza privata per ottenere la restituzione del cosiddetto 'contributo di solidarietà pensione' trattenuto dal suo assegno. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo, stabilendo che gli enti previdenziali privatizzati non hanno il potere di imporre prestazioni patrimoniali, una facoltà riservata esclusivamente allo Stato per legge. Inoltre, la Corte ha chiarito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e non in cinque, poiché le somme trattenute non erano mai state legalmente dovute. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme al pensionato.
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Contributo di solidarietà pensioni: Cassa condannata al rimborso
Un professionista in pensione ha citato in giudizio la sua Cassa di Previdenza privata per ottenere la restituzione del contributo di solidarietà trattenuto sulla sua pensione. La Cassa sosteneva la legittimità del prelievo per garantire l'equilibrio finanziario e che il diritto al rimborso fosse prescritto in cinque anni. La Corte di Cassazione ha stabilito che le Casse private non possono imporre autonomamente un contributo di solidarietà pensioni, poiché tale potere spetta solo alla legge dello Stato. Inoltre, ha chiarito che l'azione per il rimborso di queste somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque. Di conseguenza, la Cassa di Previdenza è stata condannata a restituire le somme al pensionato.
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Lavoro dipendente non esclude l’iscrizione obbligatoria Cassa Geometri
Un geometra, lavoratore dipendente, si opponeva al pagamento dei contributi richiesti dalla sua Cassa di previdenza, sostenendo di non esercitare la libera professione. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la semplice iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente per l'iscrizione obbligatoria Cassa Geometri. È irrilevante che l'attività sia svolta in modo occasionale o non produca reddito. Per essere esonerato, il professionista deve fornire prove specifiche richieste dai regolamenti della Cassa, come una dichiarazione del datore di lavoro. Di conseguenza, il geometra ha perso la causa ed è stato condannato a pagare i contributi.
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Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata al rimborso
La Corte di Cassazione ha stabilito che una Cassa di Previdenza privata non ha il potere di imporre un prelievo sulle pensioni dei suoi iscritti. La vicenda riguarda alcuni professionisti che si sono visti applicare una trattenuta definita 'contributo di solidarietà'. I giudici hanno chiarito che tale prelievo è un **contributo di solidarietà illegittimo** perché ha natura di prestazione patrimoniale imposta. La Costituzione riserva esclusivamente allo Stato il potere di introdurre tali obblighi tramite una legge. Di conseguenza, la delibera della Cassa è nulla. La Corte ha anche precisato che il diritto dei pensionati a ottenere la restituzione delle somme si prescrive in dieci anni. La Cassa di Previdenza ha perso la causa e dovrà rimborsare i pensionati.
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Contributo di solidarietà: Cassa Previdenza perde, vince il pensionato
Un professionista in pensione ha citato in giudizio la sua Cassa di Previdenza per avergli trattenuto un contributo di solidarietà sulla pensione. La Cassa sosteneva di agire per garantire l'equilibrio finanziario dell'ente. La Corte di Cassazione ha dato ragione al pensionato, stabilendo un principio fondamentale: le Casse di previdenza privatizzate non hanno il potere di imporre un contributo di solidarietà. Questo tipo di prelievo è una prestazione patrimoniale che solo lo Stato può istituire con una legge. Di conseguenza, la trattenuta è illegittima e le somme devono essere restituite. La Corte ha anche chiarito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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