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l. n.335/95

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Gestione Separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata INPS per l'anno 2009. Un professionista aveva contestato un avviso di addebito ritenendo il credito prescritto, tesi accolta in appello sul presupposto che il differimento dei termini di pagamento al 6 luglio 2010 non si applicasse ai contribuenti nel regime dei minimi. La Suprema Corte ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che il rinvio dei termini previsto dal D.P.C.M. 10/06/2010 si applica a tutti i soggetti per i quali sono stati elaborati gli studi di settore, inclusi i minimi, spostando in avanti il termine iniziale della prescrizione quinquennale.
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Definizione agevolata: no alle casse professionali
Un professionista richiedeva un supplemento di pensione dopo aver saldato i contributi tramite la "definizione agevolata". I giudici di merito gli avevano dato ragione, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che la definizione agevolata si applica solo agli enti previdenziali pubblici e non alle casse professionali private, data la loro natura giuridica distinta e la loro autonomia finanziaria. Di conseguenza, il debito per le sanzioni non era estinto.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per debiti fiscali risalenti al 1995. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa (art. 3-bis del D.L. n. 146/2021), ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo non è ammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. Poiché tale pregiudizio non è stato provato, il ricorso è stato respinto, chiarendo che le contestazioni sulla cartella di pagamento andranno sollevate contro un futuro atto di riscossione.
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Contributo solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un professionista. La decisione si fonda sulla violazione del principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo una legge dello Stato può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, consolidando un orientamento a favore dei pensionati.
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Rivalutazione redditi previdenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta il tema della rivalutazione redditi previdenza per i professionisti. Pur confermando che la rivalutazione dei redditi debba partire dal 1980 e non dal 1981, ha stabilito un principio cruciale: se i contributi sono stati versati in misura minore, basandosi su un coefficiente di rivalutazione errato (più basso), la pensione deve essere calcolata su tale base contributiva effettivamente versata. La Corte ha quindi accolto parzialmente il ricorso della Cassa di Previdenza, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per una nuova valutazione basata sul principio della contribuzione effettiva.
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Rivalutazione redditi professionali: calcolo pensione
Un professionista ha richiesto il ricalcolo della sua pensione basandosi su una più favorevole rivalutazione dei redditi professionali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene la data di decorrenza della rivalutazione fosse corretta, l'importo finale della pensione deve essere proporzionale ai contributi effettivamente versati. Un versamento contributivo inferiore, anche se causato da un errore di calcolo dell'ente previdenziale, comporta una pensione calcolata sulla base imponibile corrispondente, affermando il principio della "contribuzione effettiva".
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