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l. n. 296 del 2006, art. 1

5 provvedimenti

Maggiorazione ICI Immobili Non Locati: Cassazione Conferma l’Imposta Aggravata
Un'Azienda ha chiesto la revocazione di una precedente sentenza della Cassazione (n. 25023/15). La sentenza precedente aveva accolto il ricorso del Comune contro l'annullamento di un avviso di accertamento ICI per il 2003. L'Azienda sosteneva che la Cassazione avesse omesso di decidere sul suo ricorso incidentale relativo all'ICI del 2004. Questo ricorso contestava la tempestività dell'accertamento, l'inammissibilità dell'istanza di disapplicazione della delibera comunale sulle aliquote ICI e la legittimità della maggiorazione ICI per immobili non locati da oltre due anni. La Corte ha ammesso la revocazione per l'errore di fatto (omissione di pronuncia), ma ha rigettato i motivi del ricorso incidentale dell'Azienda. Ha confermato la legittimità dell'estensione dei termini di accertamento e la competenza della Giunta comunale a fissare le aliquote ICI per il 2004. Ha anche ribadito la legittimità della maggiorazione ICI per gli immobili non locati, interpretando la "non utilizzazione" in senso ampio, includendo anche le società immobiliari che non affittano.
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Valore venale delle aree edificabili: vince l’impresa
Un Comune ha emesso avvisi di accertamento ICI contro un'impresa per recuperare imposte su terreni edificabili, stimando un valore di 300 euro al metro quadro. L'impresa ha contestato la stima, dimostrando di aver sostenuto ingenti costi di urbanizzazione e ceduto gratuitamente gran parte delle aree all'ente pubblico. I giudici di merito hanno accolto il ricorso dell'impresa, ritenendo congruo il valore dichiarato di circa 189 euro al metro quadro, anche alla luce delle delibere comunali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando che le delibere comunali sui valori delle aree hanno valore di semplice presunzione. Di conseguenza, per determinare il corretto valore venale delle aree edificabili occorre valutare le caratteristiche concrete del terreno e i costi di urbanizzazione sostenuti dal contribuente. Il Comune perde la causa e viene condannato alle spese.
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Contributo di solidarietà: la Cassa perde contro il pensionato
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della trattenuta applicata da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un iscritto a titolo di contributo di solidarietà. L'ente previdenziale aveva trattenuto somme dal trattamento pensionistico per garantire l'equilibrio di bilancio. I giudici hanno stabilito che le casse professionali privatizzate non hanno il potere di imporre prelievi forzosi sulle pensioni già liquidate. Tale potere spetta esclusivamente al legislatore statale, nel rispetto della Costituzione. Di conseguenza, la Cassa deve restituire al pensionato tutte le somme indebitamente trattenute, oltre a pagare le spese legali del giudizio.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi delle Casse pensioni
Un professionista in pensione ha chiesto la restituzione delle somme trattenute dalla propria cassa previdenziale a titolo di contributo di solidarietà tra il 2009 e il 2013. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ordinando il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della Cassa. I giudici hanno stabilito che le casse previdenziali privatizzate non possono imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale imposta che, secondo la Costituzione, può essere istituita esclusivamente dal legislatore statale e non da un ente privato, anche se finalizzata al pareggio di bilancio.
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Esenzione TARI parcheggi: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'esenzione TARI per i parcheggi di un supermercato, stabilendo che il regolamento comunale prevale sulla normativa statale generale. Se un Comune, nell'ambito della sua autonomia, esenta esplicitamente le aree destinate a sosta gratuita, queste non sono tassabili, anche se frequentate da persone e potenzialmente produttive di rifiuti. La decisione ribadisce l'importanza di analizzare le delibere locali per determinare l'applicabilità del tributo.
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