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L. n. 289 del 2002, art. 16

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Diniego Definizione Agevolata Controversie Tributarie: La Cassazione ribalta la decisione
L'Azienda ha impugnato il diniego dell'Agenzia delle Entrate alla richiesta di **definizione agevolata controversie tributarie**. La controversia riguardava avvisi di liquidazione per imposte INVIM e di Registro, emessi dopo una sentenza che aveva stabilito solo il valore dei beni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che gli avvisi di liquidazione, anche se successivi a un giudicato sul valore, sono atti impositivi se introducono una pretesa fiscale maggiore o applicano sanzioni per la prima volta. Questi atti generano una vera controversia e sono quindi ammissibili alla definizione agevolata. Il giudizio è stato estinto.
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Definizione agevolata: quando l’avviso è impositivo
La Corte di Cassazione stabilisce che un avviso di liquidazione, se è il primo atto a comunicare una maggiore pretesa fiscale, ha natura impositiva e non meramente liquidatoria. Di conseguenza, la controversia che ne deriva è ammissibile alla definizione agevolata. La Corte ha accolto il ricorso di una società, chiarendo che la sostanza dell'atto prevale sulla sua forma, permettendo così l'estinzione del giudizio tramite condono.
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Produzione documenti appello tributario: le regole
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della produzione documenti in appello tributario. Il caso riguardava una contribuente che aveva impugnato avvisi di pagamento, lamentando la mancata notifica della cartella esattoriale presupposta. L'agente della riscossione ha prodotto la prova della notifica solo nel giudizio d'appello. La Suprema Corte ha confermato la legittimità di tale produzione, ribadendo la specialità dell'art. 58 del D.Lgs. 546/1992, che consente di depositare nuovi documenti in appello senza le preclusioni previste dal codice di procedura civile, anche se la parte era contumace in primo grado.
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Tassazione per enunciazione: no alla doppia imposta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione per enunciazione non si applica a un lodo arbitrale già registrato e tassato, anche se menzionato in un successivo decreto ingiuntivo. Tuttavia, il decreto ingiuntivo, in quanto atto giudiziario autonomo, è soggetto a propria imposta di registro per gli effetti giuridici che produce. La Corte ha quindi annullato la doppia imposizione, confermando però la legittimità della tassazione del solo decreto.
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Giudicato sfavorevole: blocca estensione del favore
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente non può avvalersi della sentenza favorevole ottenuta da un coobbligato solidale se ha già un giudicato sfavorevole a suo carico. La sentenza personale e definitiva prevale, impedendo l'estensione degli effetti positivi. Inoltre, la Corte ha chiarito che un avviso di liquidazione emesso sulla base di una sentenza passata in giudicato non è un "atto impositivo" e, pertanto, non può essere oggetto di definizione agevolata.
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Avviso di liquidazione atto impositivo: sì alla sanatoria
Un contribuente ha impugnato alcuni avvisi di liquidazione per omesso versamento dell'imposta di registro. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato l'appello tardivo, negando l'applicazione della sospensione dei termini prevista per le liti pendenti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'avviso di liquidazione è un vero atto impositivo quando rappresenta il primo documento con cui il Fisco comunica la pretesa, rendendo così applicabile la sospensione dei termini.
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