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L. n. 230 del 1962

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Conversione del contratto a termine: nullo il limite, no al posto
Un operaio ha impugnato diversi contratti a termine stipulati con un Consorzio di Bonifica siciliano, chiedendo la dichiarazione di nullità della scadenza e la conseguente conversione del rapporto in un impiego a tempo indeterminato. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del lavoratore. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Consorzio. I giudici di legittimità hanno stabilito che, per i consorzi di bonifica in Sicilia, opera un divieto legislativo regionale di nuove assunzioni stabili senza concorso. Di conseguenza, anche se il termine apposto al contratto è nullo, è preclusa la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato. La Suprema Corte ha quindi rigettato definitivamente la richiesta di stabilizzazione del lavoratore, confermando solo il diritto al risarcimento del danno.
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Conversione del contratto a termine: risarcito ma senza posto
Un lavoratore ha impugnato i contratti a tempo determinato stipulati con un Consorzio di Bonifica siciliano, chiedendo la stabilizzazione del rapporto. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il termine e disposto la conversione. La Cassazione ha confermato l'illegittimità del termine contrattuale, ma ha accolto il ricorso del Consorzio escludendo la conversione del contratto a termine. I giudici hanno stabilito che le leggi regionali siciliane vietano nuove assunzioni a tempo indeterminato presso tali enti, impedendo la trasformazione del rapporto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la decisione precedente sul punto, escludendo la conversione ma confermando il risarcimento del danno per l'illegittimità del termine originario.
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Licenziamento lavoratrice madre: quando è nullo?
Una società licenzia una dipendente entro il primo anno di vita del figlio, adducendo come motivazione la chiusura del reparto in cui operava. La Corte d'Appello conferma la nullità del licenziamento lavoratrice madre, chiarendo che le eccezioni al divieto di recesso sono tassative e non includono la chiusura di una singola unità produttiva, ma solo la cessazione dell'intera attività aziendale o la scadenza di un contratto a termine, ipotesi non verificatesi nel caso di specie.
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Risarcimento contratti a termine: sì al lavoratore
Un lavoratore marittimo, dopo aver ottenuto la conversione del suo rapporto di lavoro da tempo determinato a indeterminato, ha richiesto il risarcimento del danno per i periodi non lavorati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32426/2024, ha stabilito che l'indennità onnicomprensiva prevista dalla legge per il risarcimento contratti a termine illegittimi si applica anche al settore marittimo, nonostante la sua specialità. Questa indennità non richiede la prova del danno né la messa in mora del datore di lavoro.
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Contratto a termine nullo per fondazioni liriche
La Corte di Cassazione ha confermato la conversione di un contratto a termine nullo in un rapporto a tempo indeterminato per una lavoratrice di una fondazione lirica. La sentenza chiarisce che il semplice riferimento alla 'programmazione degli spettacoli' non è una motivazione sufficientemente specifica per giustificare un contratto a tempo determinato. Inoltre, la Corte ha stabilito che le leggi che impongono limiti alle assunzioni non possono essere applicate retroattivamente a contratti stipulati prima della loro entrata in vigore.
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