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l. n. 227 del 1990

11 provvedimenti

Monitoraggio Fiscale: Decisiva la Revoca del Mandato
Un contribuente è stato sanzionato per la mancata dichiarazione di attività estere. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, sottolineando che i giudici avevano erroneamente ignorato la revoca del mandato di intermediazione del contribuente, un fatto cruciale per determinare l'obbligo di monitoraggio fiscale per gli anni contestati. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15114/2024, ha chiarito la disciplina del raddoppio termini accertamento per redditi derivanti da investimenti in paradisi fiscali. La Corte ha stabilito che, sebbene la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non sia retroattiva, le norme che raddoppiano i termini per l'accertamento e le sanzioni hanno natura procedurale e, quindi, si applicano anche ai periodi d'imposta precedenti, purché i termini non fossero già scaduti all'entrata in vigore della legge. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente con investimenti non dichiarati in un paradiso fiscale per l'anno 2004 viene raggiunto da un avviso di accertamento. La Cassazione chiarisce che, sebbene la presunzione legale di evasione non sia retroattiva, il raddoppio termini accertamento, essendo una norma procedurale, si applica agli anni d'imposta precedenti all'entrata in vigore della legge, purché i termini non fossero già scaduti. La Corte accoglie parzialmente il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria.
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Voluntary disclosure: pagamento tardivo annulla tutto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29288/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di voluntary disclosure. Il caso riguardava una contribuente che, pur avendo aderito alla procedura di collaborazione volontaria per regolarizzare capitali detenuti all'estero, aveva pagato in ritardo due delle tre rate dovute. I giudici di merito avevano ritenuto che il ritardo non inficiasse la procedura. La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, affermando che il tempestivo e integrale versamento delle somme è un requisito essenziale per il perfezionamento della procedura. Di conseguenza, il pagamento tardivo comporta la decadenza da tutti i benefici, con la ripresa dell'ordinaria attività di accertamento e sanzionatoria da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Voluntary disclosure: diritto al rimborso Euroritenuta
Una contribuente, dopo aver aderito alla procedura di voluntary disclosure per regolarizzare capitali detenuti in Svizzera, ha richiesto il rimborso dell'Euroritenuta pagata all'estero. L'Agenzia delle Entrate si opponeva, sostenendo che l'omessa dichiarazione iniziale dei redditi precludesse il rimborso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la contribuente ha diritto al rimborso, affermando che i principi UE contro la doppia imposizione prevalgono e che la voluntary disclosure è una procedura speciale la cui irrevocabilità non impedisce di far valere tale diritto.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento per investimenti detenuti in paradisi fiscali si applica anche se l'Agenzia delle Entrate non utilizza la presunzione legale specifica di evasione. La ratio della norma è fornire strumenti più efficaci per contrastare l'allocazione di capitali all'estero, indipendentemente dal metodo probatorio usato dall'Ufficio. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato decaduta l'Amministrazione finanziaria dal potere impositivo.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per fondi detenuti all'estero nell'anno 2000. La Corte ha confermato la legittimità del raddoppio termini accertamento, chiarendo che la norma applicabile era quella vigente al momento in cui il termine ordinario non era ancora scaduto. Anche se la presunzione legale di evasione del 2009 non è retroattiva, l'Amministrazione Finanziaria può comunque provare l'evasione tramite presunzioni semplici, gravi, precise e concordanti. Infine, è stato ribadito che il condono tombale non estende i suoi effetti ai capitali illecitamente esportati e non regolarizzati.
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Voluntary disclosure: credito per tasse estere garantito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16699/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di voluntary disclosure. Un contribuente che aderisce a tale procedura per regolarizzare capitali esteri non perde il diritto al credito per le imposte già pagate all'estero, anche se ha omesso di indicare tali redditi nella dichiarazione italiana. La Corte ha affermato la prevalenza dei trattati internazionali contro la doppia imposizione sulla normativa nazionale, specificando che la voluntary disclosure non è un accertamento definitivo che preclude il diritto al rimborso di somme versate in eccesso.
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Presunzione fiscale retroattiva: stop della Cassazione
Un contribuente riceveva un avviso di accertamento per l'anno 2005 relativo a presunti redditi da investimenti detenuti all'estero e non dichiarati. I giudici di merito avevano applicato una presunzione legale introdotta nel 2009, che inverte l'onere della prova a carico del contribuente. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la presunzione fiscale retroattiva è inapplicabile. La norma, avendo natura sostanziale e non processuale, non può valere per il passato. L'Ufficio può però basarsi sugli stessi fatti come presunzioni semplici, seguendo le regole ordinarie.
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Investimenti esteri: la Cassazione e l’onere della prova
Un contribuente sosteneva che i pagamenti effettuati fossero per un acquisto immobiliare a Dubai, ma l'Agenzia delle Entrate li ha riclassificati come investimenti esteri non dichiarati in un paradiso fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del contribuente, confermando che, una volta attivata la presunzione legale di reddito per la mancata compilazione del quadro RW, spetta al contribuente fornire prove solide e inequivocabili del contrario. La Corte ha ritenuto insufficienti le prove fornite e ha dichiarato inammissibile il tentativo di rimettere in discussione la valutazione dei fatti compiuta dai giudici di merito.
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Sanzioni tributarie intrasmissibili: caso di estinzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio relativo a sanzioni tributarie per omessa dichiarazione di attività finanziarie all'estero. La decisione è stata presa a seguito del decesso del contribuente, confermando il principio delle sanzioni tributarie intrasmissibili agli eredi. L'obbligazione sanzionatoria, avendo carattere personale, si estingue con la morte del suo autore, determinando la cessazione della materia del contendere.
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