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L. n. 153 del 1969, art. 12

9 provvedimenti

Ricalcolo della pensione: spetta all’INPS provare i conteggi
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extra mensili, come tredicesima e ferie non godute, nella base di calcolo dei periodi di contribuzione figurativa per cassa integrazione e disoccupazione. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rilevando che l'ente previdenziale non ha dimostrato di aver effettuato tale inclusione. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che spettasse al pensionato provare il mancato inserimento di tali somme. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che spetta all'ente previdenziale l'onere di provare l'esatto adempimento del proprio obbligo di accredito. Di conseguenza, il pensionato vince la causa e ottiene il ricalcolo del trattamento pensionistico.
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Ricalcolo della pensione: l’Inps deve provare i conteggi corretti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una pensionata al ricalcolo della pensione. La controversia riguardava l'inclusione degli emolumenti extra mensili, come tredicesima e indennità per ferie non godute, nella base di calcolo della contribuzione figurativa per i periodi di cassa integrazione e disoccupazione. L'Ente Previdenziale sosteneva che spettasse alla pensionata dimostrare il mancato inserimento di tali somme. I giudici hanno invece stabilito che spetta all'istituto di previdenza dimostrare il corretto adempimento e calcolo delle somme dovute, trattandosi di un fatto estintivo dell'obbligazione. Di conseguenza, il ricorso dell'ente pubblico è stato rigettato, confermando l'obbligo di ricalcolare l'assegno pensionistico includendo le voci escluse.
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Ricalcolo della pensione: l’INPS perde e paga per gli errori
Una pensionata ha richiesto il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extra mensili, come tredicesima e ferie non godute, nella base di calcolo della contribuzione figurativa per cassa integrazione e disoccupazione. L'INPS si è opposto, sostenendo che spettasse alla donna dimostrare l'omissione di tali somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che spetta all'INPS l'onere di provare l'esatto adempimento del suo obbligo di accredito. Di conseguenza, l'ente pubblico deve procedere al ricalcolo della pensione richiesto e pagare le spese di giudizio.
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Ricalcolo della pensione: l’onere della prova spetta all’ente
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extra mensili, come la tredicesima e l'indennità per ferie non godute, nella base di calcolo della contribuzione figurativa relativa ai periodi di cassa integrazione e disoccupazione. L'ente previdenziale si è opposto, sostenendo che spettasse al lavoratore dimostrare l'errore nel calcolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che spetta all'istituto previdenziale dimostrare l'esatto adempimento del proprio obbligo di accredito dei contributi figurativi. Di conseguenza, l'ente deve procedere al ricalcolo della pensione a favore del pensionato e pagare le spese processuali.
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Ricalcolo della pensione: l’onere della prova spetta all’INPS
Il Pensionato ha richiesto il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extra mensili, come tredicesima e ferie non godute, nella base di calcolo dei contributi figurativi per cassa integrazione e disoccupazione. L'Ente Previdenziale si è opposto, sostenendo che spettasse al pensionato dimostrare la mancata inclusione di tali somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che spetta all'istituto previdenziale dimostrare il corretto adempimento del proprio obbligo di calcolo. Di conseguenza, in mancanza di tale prova, il Pensionato ha pienamente diritto alla riliquidazione dell'assegno comprensivo delle mensilità aggiuntive.
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Ricalcolo della pensione: l’Inps perde se non prova i calcoli
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extra mensili, come tredicesima e ferie non godute, nella base di calcolo della contribuzione figurativa per cassa integrazione e disoccupazione. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rilevando che l'ente previdenziale non aveva dimostrato l'effettivo inserimento di tali somme. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che spettasse al lavoratore provare il mancato computo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che spetta all'istituto previdenziale l'onere di provare l'esatto adempimento del proprio obbligo di accredito, trattandosi di un fatto estintivo dell'obbligazione. Di conseguenza, il pensionato ha diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico con l'integrazione delle somme spettanti.
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Ricalcolo della pensione: spetta all’INPS provare i conteggi
Il Pensionato ha richiesto il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extra mensili nella base di calcolo dei contributi figurativi per cassa integrazione e disoccupazione. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rilevando che l'ente previdenziale non ha dimostrato il corretto inserimento di tali somme. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che spettasse al lavoratore provare l'errore di calcolo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che spetta all'ente previdenziale l'onere di provare l'esatto adempimento dell'obbligo di accredito. Pertanto, il Pensionato ottiene definitivamente il diritto al ricalcolo della pensione.
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Calcolo della pensione: eredi battono INPS sui tetti massimi
Gli eredi di un ex dipendente del settore elettrico hanno contestato il calcolo della pensione di reversibilità effettuato dall'INPS. L'istituto previdenziale aveva applicato un tetto massimo basato sulle regole più restrittive del vecchio fondo speciale, anziché utilizzare i parametri più favorevoli del regime generale (AGO). La Corte d'Appello aveva dato ragione all'INPS. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso degli eredi, stabilendo che il calcolo della pensione deve considerare la retribuzione imponibile più ampia prevista per la generalità dei lavoratori (AGO) per determinare il limite massimo applicabile. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo conforme a questo principio.
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Ricalcolo della pensione: l’ente deve provare i conteggi
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extra mensili, come tredicesima e ferie non godute, nella base di calcolo dei contributi figurativi per disoccupazione e cassa integrazione. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rilevando che l'ente previdenziale non aveva dimostrato il corretto inserimento di tali somme. L'ente ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che spettasse al pensionato provare l'errore di calcolo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta all'ente previdenziale l'onere di provare l'esatto adempimento dei suoi obblighi di accredito. Di conseguenza, il pensionato ottiene definitivamente il ricalcolo della pensione e l'ente previdenziale viene condannato a pagare le spese processuali.
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