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l. 69/2009, art. 59

5 provvedimenti

Traslatio iudicii: preclusioni e decadenze processuali
Un ex Direttore Generale di un istituto di credito impugna le sanzioni pecuniarie irrogate dall'Autorità di Vigilanza. Il caso, inizialmente proposto al TAR, viene trasferito per difetto di giurisdizione alla Corte d'Appello. La Cassazione, investita della questione, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire il complesso tema della 'traslatio iudicii', ovvero il regime delle preclusioni e decadenze processuali maturate nella prima fase del giudizio e la loro sorte nel processo riassunto davanti al giudice ordinario.
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Verbale di accertamento: quando è impugnabile?
Una società ha impugnato un verbale di accertamento per esercizio di attività senza autorizzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il verbale di accertamento è un atto preliminare non direttamente impugnabile. L'unico atto che può essere contestato in sede giudiziaria è la successiva ordinanza-ingiunzione che irroga formalmente la sanzione. Questa regola, salvo eccezioni specifiche come le violazioni del codice della strada, è cruciale per evitare errori procedurali.
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Sanzioni Banca d’Italia: il rito processuale
Un ex-manager di un istituto di credito ha impugnato una sanzione di 135.000 euro irrogata dalla Banca d'Italia per violazioni in materia di rischi finanziari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, fornendo importanti chiarimenti. Ha stabilito che ai giudizi di opposizione riproposti dopo una declaratoria di incompetenza si applicano le nuove norme processuali. Ha inoltre confermato che le responsabilità e i doveri di vigilanza si estendono oltre gli amministratori, includendo figure apicali come i membri del comitato direttivo. Infine, ha escluso l'applicazione del principio del 'favor rei' per le sanzioni Banca d'Italia di natura amministrativa.
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Querela di falso: si possono chiedere i danni?
Una cittadina contesta un'ordinanza di demolizione di una veranda, basata su un verbale di accertamento che ritiene falso. Propone quindi una querela di falso, insieme a una domanda di accertamento dell'illegittimità dell'ordinanza e una di risarcimento danni. Mentre i giudici di merito ritengono inammissibili le domande aggiuntive, la Corte di Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce un importante principio: nel giudizio per querela di falso è ammissibile proporre contemporaneamente altre domande connesse, come quella per il risarcimento del danno, in nome del principio di economia processuale sancito dall'art. 104 c.p.c.
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Sanzioni amministrative bancarie: la Cassazione decide
Un alto dirigente di un istituto di credito, sanzionato dall'autorità di vigilanza per violazioni in materia di rischi finanziari, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione e chiarendo importanti principi sulle sanzioni amministrative bancarie. In particolare, ha stabilito la correttezza del rito processuale applicato, ha escluso la retroattività della normativa più favorevole per illeciti amministrativi e ha confermato i criteri di quantificazione della sanzione basati sulla gravità della condotta e sul ruolo ricoperto.
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