La Corte di Cassazione si pronuncia su un complesso caso di infiltrazioni di un clan camorristico nel tessuto economico e politico locale. La sentenza analizza i criteri per provare il reato di associazione di tipo mafioso, distinguendo la partecipazione stabile dal concorso esterno. Vengono esaminati diversi ricorsi, annullando con rinvio alcune posizioni per vizi di motivazione su specifici capi d'imputazione, come il tentato omicidio e la confisca dei beni, e confermando numerose condanne. La Corte chiarisce anche importanti principi procedurali, tra cui l'obbligo di rinnovazione del dibattimento in appello e i requisiti per l'applicazione dell'aggravante mafiosa.
Continua »