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L. 335/1995

13 provvedimenti

Contribuzione minima Cassa Geometri: debito con albo attivo
Un professionista iscritto all'albo contestava l'obbligo di versare i contributi previdenziali, sostenendo l'assenza di continuità professionale e di reddito. I giudici d'appello avevano annullato la richiesta contributiva. La Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, affermando che la sola iscrizione all'albo impone il versamento della contribuzione minima Cassa Geometri. Il mancato guadagno, il lavoro occasionale o l'iscrizione ad altra gestione previdenziale non bastano a escludere il debito. Per ottenere l'esonero, il professionista deve presentare le specifiche comunicazioni e autocertificazioni previste dal regolamento dell'ente.
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Iscrizione alla Cassa di previdenza: basta l’albo
La controversia nasce dalla contestazione mossa da un professionista contro l'ente previdenziale di categoria. L'ente aveva disposto l'iscrizione d'ufficio del lavoratore per vari anni, richiedendo il pagamento dei contributi minimi previdenziali. Il professionista riteneva illegittima tale richiesta, sostenendo di svolgere lavoro dipendente e di non aver prodotto redditi dalla libera professione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che la semplice appartenenza all'albo professionale rende obbligatoria l'iscrizione alla cassa di previdenza e il versamento della contribuzione minima. L'esercizio occasionale dell'attività o l'assenza di guadagni non escludono gli obblighi previdenziali, a meno che il lavoratore non abbia completato tempestivamente le specifiche procedure di esonero previste dai regolamenti interni della cassa.
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Geometra dipendente: scatta la cassa previdenziale senza esonero
La controversia riguarda un professionista iscritto all'albo dei geometri e dipendente di una società privata. La cassa professionale ha disposto l'iscrizione d'ufficio per recuperare la contribuzione minima di vari anni. La Corte d'Appello ha escluso il debito per le annualità in cui il lavoratore era coperto dall'INPS aziendale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale: l'iscrizione all'albo comporta la presunzione di esercizio della libera professione. Di conseguenza, l'iscrizione alla cassa previdenziale e il pagamento dei contributi minimi restano obbligatori a meno che il lavoratore non provi, tramite le formali comunicazioni e autocertificazioni regolamentari, il rispetto delle condizioni di esonero.
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Contribuzione minima obbligatoria: l’albo batte il reddito zero
Un geometra ha impugnato una cartella esattoriale relativa al pagamento della contribuzione minima obbligatoria per gli anni dal 2009 al 2012, sostenendo che l'attività professionale fosse occasionale, priva di reddito e che fosse già iscritto all'INPS. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'iscrizione all'albo professionale è l'unico requisito sufficiente a far scattare l'obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza e il pagamento dei contributi minimi. Di conseguenza, risultano irrilevanti sia la natura saltuaria del lavoro, sia l'assenza di guadagni, sia la contemporanea iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatoria.
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Contributi minimi albo professionale: si paga anche senza reddito
Un geometra, pur essendo iscritto all'albo, sosteneva di non dover versare i contributi previdenziali minimi perché non esercitava la professione in modo continuativo e non produceva reddito. La sua Cassa di Previdenza, invece, ne pretendeva il pagamento. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale: per le casse previdenziali privatizzate, la semplice iscrizione all'albo è condizione sufficiente a far scattare l'obbligo di versare i contributi minimi albo professionale. La produzione di reddito o la continuità dell'attività sono irrilevanti. Di conseguenza, la Corte ha dato ragione alla Cassa di Previdenza, stabilendo che il professionista è tenuto a pagare.
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Iscrizione d’ufficio alla cassa: Albo batte lavoro dipendente
Un geometra, lavoratore dipendente come capo ufficio tecnico e già iscritto all'INPS, si opponeva all'iscrizione d'ufficio alla cassa professionale dei geometri. I giudici di merito gli avevano dato ragione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: la semplice iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente per rendere obbligatoria l'iscrizione d'ufficio alla cassa professionale e il pagamento dei contributi minimi. Questo obbligo sussiste a prescindere dall'effettivo esercizio della libera professione, dalla produzione di reddito e dalla contemporanea iscrizione ad un'altra forma di previdenza obbligatoria come l'INPS. La Cassa di previdenza vince la causa.
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Contributo minimo albo professionale: dovuto anche se sei dipendente
Un geometra, pur lavorando esclusivamente come dipendente, si era opposto alla richiesta di pagamento della Cassa di Previdenza. Sosteneva di non dover versare nulla perché non esercitava la libera professione. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla Cassa, stabilendo un principio chiaro: la semplice iscrizione all'albo è sufficiente a far scattare l'obbligo di versare il contributo minimo albo professionale. La mancata produzione di reddito o l'esercizio occasionale della professione sono irrilevanti. Vince quindi la Cassa di Previdenza.
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Pensione anticipata: la Cassazione accoglie il ricorso
L'ordinanza n. 2440/2023 della Corte di Cassazione analizza la controversia relativa al riconoscimento della pensione anticipata a favore di alcuni lavoratori. L'ente previdenziale nazionale ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva dato ragione ai privati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'istituto, cassando la decisione precedente e ribadendo la necessità di una rigorosa osservanza dei requisiti contributivi previsti dalla legge per l'accesso al trattamento pensionistico.
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Massimale pensionabile: limiti confermati dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo rimane pienamente operativo anche per la Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla richiesta di una pensionata di ricalcolare il supplemento di pensione senza applicare il limite retributivo giornaliero, sostenendo un'abrogazione tacita della norma del 1971. Gli Ermellini hanno invece stabilito che le riforme del 1997 non hanno eliminato tale tetto, necessario per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali speciali.
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Massimale pensionabile: calcolo Quota B spettacolo
La Corte di Cassazione ha chiarito che il massimale pensionabile giornaliero per i lavoratori dello spettacolo rimane applicabile anche alla Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla richiesta di un pensionato di ricalcolare il supplemento di pensione senza il tetto retributivo previsto dalla normativa del 1971. Mentre i giudici di merito avevano ipotizzato un'abrogazione tacita del limite a seguito delle riforme del 1995 e 1997, la Suprema Corte ha ribaltato tale visione. La decisione conferma che il massimale pensionabile è uno strumento essenziale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali e non può considerarsi superato senza una chiara volontà legislativa.
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Prescrizione contributiva: il calcolo del termine
L'INPS ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti i contributi dovuti alla Gestione separata da un professionista per l'anno 2009. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione contributiva inizia a decorrere dal termine di versamento prorogato dai decreti ministeriali (6 luglio 2010) e non dalla scadenza ordinaria di giugno. La decisione chiarisce che l'impugnazione di un singolo elemento della prescrizione impedisce la formazione del giudicato sull'intera fattispecie estintiva.
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Prescrizione crediti erariali: la durata decennale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione crediti erariali per imposte come IVA, IRPEF e IRAP segue il termine decennale ordinario, non quello quinquennale. La decisione chiarisce che tali tributi non sono prestazioni periodiche, mentre sanzioni e interessi mantengono una prescrizione breve di cinque anni.
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Iscrizione albo geometri e obbligo contributivo
Un geometra, lavoratore dipendente e iscritto all'INPS, ha contestato la richiesta di contributi da parte della cassa di previdenza di categoria. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di secondo grado, ha stabilito che la semplice iscrizione all'albo geometri è condizione sufficiente per far sorgere l'obbligo di versare la contribuzione minima. Questo obbligo si fonda su un principio di solidarietà e sussiste indipendentemente dalla continuità dell'esercizio professionale, dal reddito prodotto o dalla contemporanea iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatoria.
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