Il Condannato, condannato a sei anni di reclusione per reati di droga commessi in continuazione tra il 2005 e il 2007, aveva inizialmente ottenuto uno sconto di pena grazie alla legge sull'indulto del 2006. Tuttavia, la Corte d'Appello ha disposto la revoca dell'indulto poiché il reato più grave, individuato tramite intercettazioni telefoniche, era stato commesso a settembre 2006, ossia dopo la data limite stabilita dalla legge per beneficiare dello sconto. Il Condannato ha proposto ricorso, ma la Corte di Cassazione lo ha dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha confermato che il giudice dell'esecuzione ha il potere di interpretare le sentenze definitive per stabilire la datazione dei singoli reati continuati. Di conseguenza, viene confermata la revoca dell'indulto e il ricorrente è condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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