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L. 228/2012, art. 1, comma 17

13 provvedimenti

Notifica cartella esattoriale: la Cassazione conferma la validità
Il Contribuente ha contestato la notifica di una cartella esattoriale per un bollo auto del 2005, sostenendo che la notifica fosse inesistente. La notifica era stata consegnata alla madre del Contribuente a un indirizzo che, secondo lui, non era il suo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la notifica cartella esattoriale a un familiare convivente crea una presunzione di conoscenza e che le risultanze anagrafiche non bastano a dimostrare una diversa residenza. Il Contribuente non ha provato le sue affermazioni.
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Trattamento estero nel TFR: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un dipendente bancario che ha lavorato per lunghi periodi all'estero, ricevendo un "trattamento estero". La controversia riguardava l'inclusione di tale trattamento nella base di calcolo del TFR. La Corte ha confermato che le componenti del trattamento destinate a rimborsare spese specifiche, come l'alloggio e i viaggi, non hanno natura retributiva e sono quindi escluse dal TFR. Ha inoltre chiarito che i contributi previdenziali devono essere calcolati sulla retribuzione effettiva e non su basi convenzionali fiscali. Entrambi i ricorsi, del lavoratore e della banca, sono stati respinti.
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Uso cortile comune: limiti e prove in giudizio
La Corte di Appello di Napoli rigetta sia l'appello principale su un presunto sconfinamento di un garage, sia quello incidentale per il risarcimento danni da occupazione di area comune. La sentenza chiarisce il valore probatorio limitato delle mappe catastali e sottolinea che, per ottenere un risarcimento per l'illegittimo uso del cortile comune, è necessario dimostrare un pregiudizio concreto, superando la logica del danno 'in re ipsa' a favore di quella del 'danno presunto'.
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IMU Immobili Strumentali: dovuta anche con attività ferma?
Una società in liquidazione contestava il pagamento dell'IMU su immobili strumentali non più utilizzati. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che per l'IMU è sufficiente il possesso di un immobile iscritto al catasto con rendita, indipendentemente dal suo effettivo utilizzo produttivo. La cessazione volontaria dell'attività non sospende l'obbligo tributario.
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Sequestro liberatorio: i rimedi contro le spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un locatore contro la condanna al pagamento delle spese in un procedimento di sequestro liberatorio. Tale procedimento, avviato dal conduttore per liberarsi dall'obbligo di riconsegna di un immobile non accettato dal locatore, è stato qualificato come misura cautelare. Di conseguenza, il provvedimento che decide sulle spese non è definitivo e deve essere impugnato con il reclamo specifico per i procedimenti cautelari, non con ricorso straordinario in Cassazione.
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Iscrizione a ruolo TARSU: legittima anche con ricorso?
Una società in liquidazione ha impugnato una cartella di pagamento per la TARSU, sostenendo l'illegittimità dell'iscrizione a ruolo poiché l'avviso di accertamento era ancora oggetto di ricorso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che, a differenza di altri tributi, per la TARSU l'iscrizione a ruolo per l'intero importo è legittima anche in pendenza di giudizio. La Corte ha inoltre rigettato le altre eccezioni procedurali, come quelle sulla validità della notifica PEC e sui poteri di rappresentanza dell'Agente della Riscossione, confermando la piena validità degli atti impugnati.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) impugnava un decreto che confermava un compenso unitario per il liquidatore. Durante il giudizio in Cassazione, l'OCC rinunciava al ricorso a seguito di un accordo. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rappresentante fiscale: responsabilità e sanzioni IVA
Un'ordinanza della Cassazione conferma la piena responsabilità del rappresentante fiscale di una società estera per le sanzioni derivanti da violazioni IVA, come l'omessa fatturazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'interessato, stabilendo che la sua responsabilità è solidale con quella della società rappresentata e si estende a tutti gli obblighi connessi alle operazioni imponibili, non potendo essere limitata da accordi interni.
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Operazioni inesistenti: Cassazione rigetta ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un accertamento fiscale per operazioni inesistenti e operazioni in nero. La Corte ha stabilito che le prove presuntive raccolte dall'Agenzia delle Entrate, basate su discrasie contabili e controlli incrociati, erano sufficienti a fondare l'accertamento. È stato ribadito che il contribuente ha l'onere di fornire una prova contraria convincente e che la Corte di Cassazione non può riesaminare nel merito i fatti della causa, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Onere della prova costi: la decisione della Cassazione
Una società di pulizie si è vista negare la deducibilità di alcuni costi a causa di fatture generiche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere della prova costi spetta al contribuente, il quale deve dimostrare l'effettività e l'inerenza della spesa con documentazione specifica, non essendo sufficiente la mera registrazione contabile.
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Divieto casa vacanza: il regolamento può prevalere?
Una sentenza della Corte di Appello di Roma ha confermato il divieto di destinare un appartamento a casa vacanza, in base a un regolamento condominiale del 1975. La Corte ha stabilito che la clausola che vietava attività di 'albergo e locanda' deve essere interpretata estensivamente, includendo anche le moderne forme di ospitalità extra-alberghiera. Secondo i giudici, l'intento originario del regolamento era quello di precludere qualsiasi attività che comportasse l'alloggio temporaneo a terzi dietro corrispettivo, in quanto potenziale fonte di disturbo. La decisione sottolinea come i regolamenti di natura contrattuale, se correttamente trascritti, siano pienamente vincolanti per tutti i condomini, anche per i successivi acquirenti.
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Liquidazione spese legali: quando si esclude la fase?
Un lavoratore si è visto riconoscere un assegno di invalidità. Il tribunale ha condannato l'ente previdenziale a pagare le spese legali, escludendo però il compenso per la fase istruttoria. Il lavoratore ha proposto appello, ma la Corte d'Appello ha confermato la decisione. La sentenza chiarisce che per la liquidazione spese legali della fase istruttoria è necessario lo svolgimento di attività di raccolta prove effettive, non essendo sufficiente il mero scambio di note scritte o la produzione di documenti in altre fasi.
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Clausola risolutiva: la tolleranza annulla l’effetto
Una Corte d'Appello ha respinto la richiesta di un locatore di terminare un contratto di locazione basata su una clausola risolutiva espressa. La corte ha stabilito che la continua accettazione di pagamenti tardivi da parte del locatore costituisce tolleranza, un comportamento incompatibile con la volontà di risolvere il contratto, rendendo inefficace la clausola.
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