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L. 225/2016

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Definizione agevolata liti tributarie: la Cassazione chiede chiarezza
Una Società ha ricevuto un avviso d'accertamento per maggiori imposte (IRES, IVA, IRAP) relative all'anno 2008. La Società ha impugnato l'atto. Durante il ricorso in Cassazione, ha chiesto l'estinzione del giudizio per aver aderito alla **definizione agevolata liti tributarie** (rottamazione delle cartelle). La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Ha ordinato alla Società di notificare all'Agenzia delle Entrate la documentazione completa sulla definizione agevolata. Questo serve a verificare se la definizione riguarda proprio la lite in corso. La causa è stata rinviata a nuovo ruolo per ulteriori accertamenti.
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Rottamazione cartelle: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per un contribuente che ha aderito alla rottamazione cartelle. Il contenzioso originava da accertamenti bancari relativi a II.DD. e IVA per l'anno 2007. Dopo aver intrapreso la definizione agevolata ai sensi del d.l. 193/2016, il ricorrente ha fornito prova del pagamento degli importi dovuti. La Corte ha riscontrato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Liquidazione giudiziaria società cancellata: guida
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della liquidazione giudiziaria società cancellata dal registro delle imprese entro l'anno, validando le procure rilasciate a legali privati dall'ente di riscossione e chiarendo l'interesse ad agire del fisco nonostante le tutele tributarie quinquennali.
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Sospensione giudizio tributario: il caso rottamazione
Una società di costruzioni, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro l'Ente Fiscale, ricorre in Cassazione. Durante il processo, aderisce alla "rottamazione quater" per definire i carichi pendenti. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuta adesione e della relativa istanza, dispone la sospensione del giudizio tributario in attesa degli esiti della procedura di definizione agevolata, in applicazione della normativa specifica.
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Emendabilità dichiarazione fiscale: la Cassazione decide
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per crediti d'imposta disconosciuti. I giudici di merito avevano ritenuto inammissibile la contestazione nel merito. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando il principio di emendabilità della dichiarazione fiscale in sede contenziosa, che consente al contribuente di difendersi allegando errori commessi nella propria dichiarazione.
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Dichiarazione integrativa: i limiti per i crediti
Una società ha tentato di correggere la propria dichiarazione dei redditi dopo cinque anni per includere un credito d'imposta per il settore cinematografico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34639/2024, ha respinto tale possibilità. La Corte ha stabilito che la richiesta di tali benefici fiscali non è una mera correzione di un errore (dichiarazione di scienza), ma una scelta vincolante (atto negoziale). Pertanto, la dichiarazione integrativa non è ammissibile oltre i termini previsti, a pena di decadenza.
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Comunicazione irregolarità: non sempre obbligatoria
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, stabilendo che in caso di controlli automatizzati (ex art. 36 bis), la preventiva comunicazione di irregolarità non è obbligatoria se non sussistono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione sulla regolarità della notifica è una questione di fatto, non riesaminabile in sede di legittimità.
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Definizione agevolata: sì alla cartella al cessionario
Una società acquirente di un ramo d'azienda ha impugnato una cartella di pagamento per debiti della cedente. La Cassazione ha stabilito che tale cartella è un atto impositivo, ammettendo la società alla definizione agevolata della lite e dichiarando estinto il giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Due contribuenti, dopo aver impugnato degli avvisi di accertamento fino alla Corte di Cassazione, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo saldato integralmente il debito e rinunciato al ricorso, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia tributaria. Le spese legali sono state lasciate a carico delle parti che le hanno sostenute.
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Avviso di Addebito: Responsabilità del Datore di Lavoro
Il Tribunale di Verona, Sez. Lavoro, con sentenza n. 281/2023, ha respinto l'opposizione a un avviso di addebito per contributi omessi. La sentenza stabilisce la piena responsabilità del datore di lavoro, anche se l'inadempimento è causato da un terzo delegato, evidenziando la 'culpa in vigilando' e la validità della notifica PEC da indirizzo non istituzionale.
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