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L. 173/2020

10 provvedimenti

Protezione speciale per integrazione: basta il lavoro a termine
Un cittadino straniero impugna il decreto del Tribunale che ha respinto la sua domanda di asilo e protezione umanitaria. Il Tribunale ha escluso la tutela ritenendo insufficiente il reddito da lavoro e assenti i legami familiari in Italia. Il ricorrente contesta l'errata valutazione del suo radicamento sociale e dei contratti lavorativi. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e stabilisce che la protezione speciale per integrazione non si fonda esclusivamente sulla soglia quantitativa del reddito annuale. I giudici devono valutare la continuità del percorso lavorativo, le relazioni intessute e la durata del soggiorno, senza pretendere contratti a tempo indeterminato o redditi elevati.
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Protezione speciale: sì alla domanda reiterata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23027/2023, ha stabilito che una domanda di protezione internazionale reiterata è ammissibile anche se fondata esclusivamente su nuovi elementi relativi alla protezione speciale. Il caso riguardava un cittadino straniero la cui seconda richiesta, basata su problemi di salute e integrazione sociale, era stata dichiarata inammissibile dal Tribunale. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che il giudice deve esaminare nel merito il diritto soggettivo alla protezione, non potendosi limitare a una valutazione di legittimità dell'atto amministrativo che ha negato la richiesta.
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Domanda reiterata: stop all’espulsione, dice la Corte
La Corte di Cassazione ha annullato un'espulsione, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non considerare una domanda reiterata di protezione internazionale. La presentazione di tale domanda, anche se successiva a un primo diniego, sospende l'efficacia del provvedimento di allontanamento fino alla decisione, imponendo al giudice una valutazione completa dei fatti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Decreto di espulsione: i motivi di ricorso validi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La decisione sottolinea che i motivi di impugnazione devono essere specifici e ben documentati, specialmente per quanto riguarda l'integrazione sociale e i rischi nel paese d'origine. La Corte ha inoltre chiarito aspetti procedurali fondamentali, come la validità della notifica dell'atto in lingua italiana quando la sua conoscenza è provata e la consegna dell'atto in originale anziché in copia.
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Protezione speciale: Cassazione sulla pericolosità sociale
Un cittadino serbo di etnia rom si è visto negare la protezione speciale dal Tribunale a causa della sua presunta pericolosità sociale e della non credibilità del suo racconto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la valutazione sulla pericolosità non può essere un automatismo basato su vecchi precedenti penali, ma deve essere concreta e attuale. Inoltre, il giudice di merito ha errato nel non considerare la vulnerabilità del richiedente legata alla sua appartenenza etnica, un fattore decisivo per la protezione speciale. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Trattenimento richiedente asilo: stop se scade termine?
Un richiedente protezione internazionale si oppone al suo trattenimento in un CPR, sostenendo che sia divenuto illegittimo a causa del superamento dei termini previsti per la procedura accelerata di esame della sua domanda. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a nuovo ruolo. La Corte rileva che un caso identico è stato rimesso alla pubblica udienza, ritenendo quindi necessario un approfondimento sulla questione del trattenimento richiedente asilo oltre i termini legali.
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Protezione sussidiaria: obbligo di fonti aggiornate
Un cittadino pakistano si è visto negare la protezione da un tribunale sulla base di informazioni datate. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per la concessione della protezione sussidiaria il giudice ha il dovere di utilizzare fonti aggiornate sulla situazione di violenza indiscriminata nel paese d'origine e di valutare in modo complessivo, e non frammentario, i fattori di integrazione del richiedente.
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Protezione speciale per integrazione familiare
Un cittadino straniero si è visto negare la protezione speciale nonostante avesse avuto una figlia in Italia e avesse intrapreso un percorso di integrazione lavorativa e sociale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7167/2024, ha annullato la decisione del Tribunale, stabilendo che la valutazione per la protezione speciale non deve essere frammentaria ('atomistica'), ma deve considerare in modo complessivo tutti gli elementi di integrazione, in particolare i legami familiari, che hanno un rilievo autonomo e fondamentale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Decreto di espulsione: sospeso se pende ricorso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto di espulsione deve essere sospeso se, successivamente alla sua emissione, il cittadino straniero presenta una domanda di protezione speciale. In questo caso, un cittadino straniero, residente in Italia da anni con la sua famiglia, aveva impugnato il proprio decreto di espulsione. Durante il giudizio, aveva richiesto la protezione speciale. La Suprema Corte ha cassato la decisione del Giudice di Pace che aveva ignorato tale richiesta, affermando che il giudice avrebbe dovuto dichiarare la sospensione dell'efficacia del decreto espulsivo in attesa della decisione definitiva sulla protezione.
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Protezione speciale: contratto a termine non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino tunisino contro il rigetto della sua domanda di protezione internazionale. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Palermo, stabilendo che un contratto di lavoro a termine di quattro mesi, peraltro non pienamente documentato, e una lettera di assunzione futura non costituiscono prova sufficiente di un'effettiva integrazione sociale ed economica nel territorio nazionale, requisito necessario per la concessione della protezione speciale.
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