La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29504/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di accertamenti bancari: l'onere della prova sull'origine non imponibile dei versamenti su conti correnti grava interamente sul contribuente. Nel caso specifico, una cittadina aveva ricevuto avvisi di accertamento per omessa dichiarazione dei redditi, basati su movimentazioni bancarie non giustificate. La sua difesa, secondo cui le somme erano regalie dell'ex compagno, è stata ritenuta generica e insufficiente. La Suprema Corte ha confermato la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate, sottolineando che la presunzione legale di reddito può essere superata solo con prove analitiche e specifiche, non con semplici affermazioni.
Continua »