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DPR n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

14 provvedimenti

Obbligo di denuncia TARI: quando è indispensabile
Un consorzio si è visto negare l'esenzione dalla TARI per alcune aree aziendali, nonostante sostenesse che il Comune ne conoscesse già l'uso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di denuncia TARI è un adempimento formale imprescindibile per beneficiare di esenzioni o riduzioni. La conoscenza pregressa dell'ente non può sostituire la presentazione di una dichiarazione specifica, che rappresenta l'unico strumento a disposizione del contribuente per manifestare tale volontà.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando inizia?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore esposto ad amianto, confermando la decisione dei giudici di merito sulla prescrizione del diritto alla rivalutazione contributiva. La sentenza stabilisce che il termine di prescrizione decennale per la rivalutazione amianto inizia a decorrere dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione, che si presume coincidere con la presentazione della prima istanza amministrativa di riconoscimento. Trattandosi di un diritto autonomo, la sua estinzione è definitiva e totale, non limitata ai singoli ratei pensionistici.
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Sospensione termini processuali: la Cassazione decide
La Cassazione ha respinto il ricorso di un'erede che chiedeva l'applicazione retroattiva della sospensione termini processuali COVID. L'appello era stato depositato tardi perché la sospensione per l'estensione della 'zona rossa' non opera retroattivamente, ma solo dal giorno successivo alla sua entrata in vigore.
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Illecito permanente: chi risarcisce il nuovo vicino?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30448/2025, ha chiarito la natura di illecito permanente dell'occupazione abusiva di un fondo confinante. Il caso riguardava una sopraelevazione che invadeva la proprietà vicina per 20 cm. La Corte ha stabilito che il diritto al risarcimento del danno spetta al proprietario attuale del fondo danneggiato, anche se l'abuso è stato commesso prima del suo acquisto, poiché la lesione del diritto di proprietà perdura nel tempo. È stato respinto il ricorso che mirava a un riesame dei fatti, confermando che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito.
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Contributo pubblico B&B: revoca se viola l’obbligo
La Cassazione ha confermato la revoca di un contributo pubblico per restauro immobiliare a una cittadina che aveva avviato un B&B. Nonostante la residenza fosse mantenuta, l'attività ricettiva violava l'obbligo di destinare l'immobile a uso esclusivamente abitativo, come previsto dal bando di finanziamento. L'uso come B&B è stato ritenuto incompatibile con lo scopo del contributo pubblico, che era di favorire la residenzialità e non il turismo.
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Licenziamento per ammanco: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per ammanco causato dal furto di prodotti da parte di un dipendente di una farmacia. La sentenza ha respinto il ricorso del lavoratore, che contestava la tempestività dell'azione disciplinare e le prove utilizzate. La Corte ha ribadito che il principio di immediatezza della contestazione è relativo e che il datore di lavoro può prendersi il tempo necessario per accertare i fatti. Inoltre, ha confermato la condanna del lavoratore al risarcimento del danno, quantificato in oltre 40.000 euro.
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Indennità di esproprio: la procedura determina la legge
Dei proprietari terrieri contestano l'importo della loro indennità di esproprio, sostenendo l'applicazione di una legge errata. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, stabilendo che per il calcolo dell'indennità di esproprio, il fattore decisivo è la specifica procedura legislativa avviata dalla Pubblica Amministrazione. In questo caso, si trattava di quella per la ricostruzione post-sismica, che rinviava correttamente a una legge specifica per la valutazione, nonostante l'ubicazione dell'immobile.
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Convocazione assemblea: vale la prassi consolidata
La Corte di Cassazione ha stabilito che la convocazione di un'assemblea condominiale è valida se effettuata tramite inserimento dell'avviso nella cassetta postale del condomino, qualora tale modalità sia provata e tempestiva. Questa prassi consolidata prevale su una successiva notifica formale, come una raccomandata, arrivata in ritardo. La sentenza chiarisce inoltre che le clausole meramente organizzative del regolamento condominiale possono essere modificate da un comportamento costante e univoco dei condomini (facta concludentia), senza necessità di una delibera scritta.
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Assegno Garanzia Retribuzione: calcolo pensione
Un ex dipendente ha citato in giudizio un istituto previdenziale per la rideterminazione della sua pensione integrativa, chiedendo l'inclusione di un Assegno di Garanzia Retribuzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'istituto, confermando che l'assegno, in quanto voce retributiva fissa e continuativa e non riassorbita nel tempo, deve essere computato nella base di calcolo della pensione, basandosi su un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità.
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Esenzione IMU comodato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'esenzione IMU per un immobile di un istituto religioso concesso in comodato a un'associazione non profit. Applicando una recente norma di interpretazione autentica, la Corte ha annullato la decisione favorevole al contribuente, rinviando la causa al giudice di merito. Sarà necessario verificare la sussistenza di un collegamento funzionale tra i due enti e l'uso esclusivamente non commerciale dell'immobile da parte del comodatario per poter beneficiare dell'esenzione IMU comodato.
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Contributo solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa previdenziale privata sulle pensioni. La Corte ha stabilito che, essendo una prestazione patrimoniale imposta, tale prelievo può essere introdotto solo da una legge e non da un atto autonomo dell'ente, in rispetto del principio di riserva di legge sancito dall'art. 23 della Costituzione. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme illegittimamente trattenute.
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Accertamento senza contraddittorio: quando è legittimo?
Un'impresa di pasticceria ha ricevuto un accertamento fiscale per mancata documentazione dei costi. L'Agenzia delle Entrate, anziché disconoscere tutti i costi, ha utilizzato gli studi di settore in modo favorevole al contribuente per quantificare una deduzione presuntiva. Il contribuente ha impugnato l'atto per mancato contraddittorio preventivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'accertamento senza contraddittorio è legittimo in questo caso, poiché gli studi di settore non sono stati usati per contestare un'incongruità, ma come strumento ausiliario a vantaggio del contribuente stesso, la cui inerzia probatoria aveva innescato il controllo.
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Doppio contributo unificato: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. Nella sentenza originale, che rigettava il ricorso di un cittadino, era stata omessa la dichiarazione relativa all'obbligo di pagamento del doppio contributo unificato a carico della parte soccombente. L'ordinanza attuale rimedia a questa dimenticanza, inserendo d'ufficio la clausola e ribadendo che tale pagamento è una conseguenza automatica prevista dalla legge in caso di rigetto dell'impugnazione.
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Responsabilità azienda per cronotachigrafo: la Cassazione
Una società di trasporti è stata multata perché un suo autista ha guidato un autobus senza inserire la carta nel cronotachigrafo digitale. L'azienda ha contestato la multa sostenendo un'anomalia tecnica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che esiste una presunzione di colpa a carico dell'impresa. Per evitare la sanzione, l'azienda avrebbe dovuto dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per garantire il corretto funzionamento del dispositivo e che il guasto era imprevedibile e inevitabile, prova che non è stata fornita. La sentenza sottolinea la diretta responsabilità dell'azienda per il cronotachigrafo, che va oltre la semplice responsabilità solidale con il conducente.
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