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D.P.R. 597/1973

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31 provvedimenti

Litisconsorzio necessario: socio può impugnare l’avviso
Un socio accomandante impugnava un avviso di accertamento per IRAP e IVA notificato alla società. La Commissione Tributaria Regionale dichiarava l'appello inammissibile per difetto di legittimazione del socio. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando non solo la piena legittimazione del socio a impugnare, ma ha anche dichiarato la nullità dell'intero giudizio per violazione del litisconsorzio necessario, non essendo stati coinvolti nel processo tutti i soci. La causa è stata rinviata al primo grado per essere celebrata correttamente.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Una società e i suoi soci ricorrono in Cassazione contro un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva. La controversia verte sulla legittimità del raddoppio termini accertamento in presenza di reati tributari. La Corte accoglie parzialmente il ricorso, escludendo l'applicazione del raddoppio per l'IRAP, poiché le relative violazioni non sono penalmente sanzionate. Respinge gli altri motivi relativi a vizi procedurali e all'accertamento induttivo. Accoglie inoltre il ricorso incidentale dell'Agenzia, chiarendo che una proposta di adesione non perfezionata non vincola l'ufficio.
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Plusvalenza tassabile: quando si tassa la vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce che la plusvalenza tassabile derivante dalla vendita di un terreno edificabile si realizza e va tassata nell'anno in cui il corrispettivo viene percepito, secondo il principio di cassa. È irrilevante che il ricavato sia stato interamente utilizzato per estinguere un debito verso terzi.
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Fatture false: il compenso illecito è reddito tassabile
Un'azienda emetteva fatture false per operazioni inesistenti, senza mai essere pagata. La Cassazione ha stabilito che, anche in assenza di incasso, il compenso illecito per l'emissione delle fatture false ('pretium sceleris') costituisce reddito tassabile per chi le emette, rovesciando la decisione della corte d'appello.
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Servizi assicurativi IVA: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29886/2025, ha stabilito che l'attività di una banca che promuove polizze di una compagnia assicurativa tramite un link sul proprio sito web non rientra nell'esenzione per i servizi assicurativi IVA, configurandosi come prestazione pubblicitaria. La Corte ha inoltre affrontato il tema delle sanzioni, negando l'applicazione retroattiva di una nuova legge più favorevole (lex mitior) in quanto parte di una riforma sistemica e non isolata.
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Impresa familiare: onere della prova sugli utili
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15026/2024, ha chiarito importanti principi sull'onere della prova nell'impresa familiare. In una controversia tra ex coniugi per la liquidazione degli utili, la Corte ha stabilito che spetta all'imprenditore dimostrare di aver pagato il collaboratore familiare, una volta che quest'ultimo abbia fornito prove presuntive del suo diritto, come le dichiarazioni fiscali. La Corte ha anche ribadito che l'eccezione di decadenza dall'impugnazione di una rinuncia deve essere sollevata dalla parte e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Rimborso spese medico: tassabile se non è trasferta
Un medico specialista convenzionato ha richiesto il rimborso dell'IRPEF trattenuta sulle somme percepite come rimborso per le spese di viaggio per recarsi presso ambulatori esterni. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che tale rimborso spese medico non costituisce un'indennità di trasferta non imponibile, ma rientra nel reddito da lavoro dipendente ed è quindi pienamente tassabile, in applicazione del principio di onnicomprensività.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
Un contribuente, dipendente pubblico che svolgeva anche l'attività di amministratore di condominio, è stato oggetto di accertamenti fiscali basati sui movimenti del suo conto corrente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 756/2024, ha respinto il suo ricorso, consolidando due principi chiave in materia di accertamenti bancari. Primo, la presunzione legale che i versamenti non giustificati su un conto costituiscano reddito imponibile si applica a tutti i contribuenti, non solo a imprese e professionisti. Di conseguenza, spetta al cittadino fornire la prova contraria. Secondo, l'attività di amministratore di più condomini, svolta per un periodo di tempo prolungato, è considerata 'professione abituale' e quindi soggetta a IVA.
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Rimborso spese medici: tassabile? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10427/2025, ha stabilito che il rimborso spese medici convenzionati per gli spostamenti dal proprio comune di residenza agli ambulatori esterni costituisce reddito da lavoro e, pertanto, è soggetto a tassazione IRPEF. La Corte ha chiarito che tale rimborso non rientra nella categoria delle indennità di trasferta, esenti da imposte, ma rappresenta una componente della retribuzione secondo il principio di onnicomprensività. Questa decisione ribalta un precedente orientamento giurisprudenziale e respinge la richiesta di rimborso fiscale avanzata da un medico.
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Accertamento induttivo: obbligo inventario imprese
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento induttivo è legittimo nei confronti di un'impresa minore che non tiene un inventario di magazzino analitico. Anche le aziende in regime di contabilità semplificata sono tenute non solo a indicare il valore delle rimanenze, ma a documentarne la composizione per categorie omogenee. La mancata tenuta di tali scritture ausiliarie giustifica la ricostruzione induttiva del reddito da parte dell'Agenzia delle Entrate, annullando la precedente decisione della Corte di Giustizia Tributaria che aveva erroneamente esonerato il contribuente da tale obbligo.
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Plusvalenza terreno edificabile: acquisto pre-1992
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile è interamente tassabile, anche se il bene è stato acquistato prima del 1° gennaio 1992, data di entrata in vigore della normativa specifica. Il calcolo della plusvalenza terreno edificabile deve considerare come costo iniziale il prezzo di acquisto originario, senza escludere l'incremento di valore maturato prima del 1992. La tassazione si applica al momento della cessione, non essendo considerata retroattiva.
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