La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una lavoratrice agricola riguardante il calcolo della disoccupazione agricola. La ricorrente sosteneva che l'indennità dovesse basarsi sul salario medio convenzionale e includere una maggiorazione del 30,44% per il cosiddetto terzo elemento. La Suprema Corte ha chiarito che per i lavoratori a tempo determinato si applica la retribuzione dei contratti collettivi e non il salario convenzionale. Inoltre, ha confermato che l'interpretazione del contratto provinciale, che già includeva il terzo elemento, è prerogativa del giudice di merito. Infine, è stato negato l'esonero dalle spese legali per il primo grado poiché la dichiarazione reddituale era stata presentata tardivamente solo in appello.
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