La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti per l'esenzione imposta di successione azienda nel trasferimento di quote societarie. Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione relativo al passaggio del 100% di una società, sostenendo di aver diritto all'agevolazione nonostante la dichiarazione di impegno a proseguire l'attività fosse stata presentata tardivamente. Mentre i giudici di merito avevano accolto la tesi della contribuente, la Suprema Corte ha ribaltato il verdetto. La decisione stabilisce che la dichiarazione di intenti deve essere presentata contestualmente alla denuncia di successione. Tale adempimento non rappresenta una mera formalità, ma costituisce una condizione essenziale per la nascita stessa del diritto al beneficio fiscale. Senza la dichiarazione tempestiva e personale, l'agevolazione non sorge, rendendo irrilevante il successivo rispetto dell'obbligo di gestione quinquennale dell'impresa.
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