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DPR. 309/90

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Spaccio di Stupefacenti: Prescrizione Salva uno, Inammissibilità Condanna l’altro
La Corte di Cassazione ha esaminato due ricorsi contro condanne per **spaccio di stupefacenti**. Un Ricorrente contestava la logica della motivazione sulla finalità di spaccio, sostenendo l'uso personale. La Corte ha annullato la sua condanna senza rinvio, dichiarando i reati estinti per prescrizione. L'altro Ricorrente lamentava vizi di motivazione sull'effettiva consegna di droga e l'interpretazione delle intercettazioni. La Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando la condanna e le spese, poiché le sue contestazioni miravano a una rivalutazione dei fatti già esaminati dai giudici di merito.
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Concorso in rapina: la prova nelle intercettazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per concorso in rapina basata su intercettazioni telefoniche e dati di localizzazione delle celle telefoniche. Nonostante le contestazioni della difesa sulla rilevanza degli indizi e sulla spartizione del bottino, i giudici hanno ritenuto logico il nesso tra le conversazioni e l'organizzazione del reato, escludendo l'attenuante del contributo di minima importanza.
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Reati della stessa indole: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Milano che negava l'estinzione di una pena per prescrizione. Il giudice di merito aveva omesso di valutare se il nuovo reato commesso dal condannato fosse della 'stessa indole' del precedente, un requisito fondamentale previsto dall'art. 172 del codice penale. La sentenza chiarisce che tale valutazione è imprescindibile e deve basarsi sui criteri oggettivi e soggettivi indicati dall'art. 101 c.p., ribadendo che la mera esistenza di una nuova condanna non basta a impedire l'effetto estintivo della pena.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di diversi imputati condannati per reati legati al traffico di stupefacenti e alla detenzione illegale di armi. I ricorrenti lamentavano vizi di motivazione, violazione di legge e travisamento della prova, in particolare riguardo l'interpretazione delle intercettazioni. La Suprema Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili, ritenendo i motivi proposti generici, ripetitivi di censure già respinte in appello o volti a una non consentita rivalutazione dei fatti. La sentenza ribadisce i rigorosi limiti del giudizio di legittimità, confermando le condanne. La parola chiave è inammissibilità del ricorso.
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Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva negato l'applicazione della continuazione tra reati. La decisione è stata annullata per carenza di motivazione, poiché il giudice non aveva adeguatamente considerato gli elementi che collegavano un'estorsione a un'associazione di stampo mafioso. La Corte ha sottolineato la necessità di un'analisi approfondita per verificare l'esistenza di un unico disegno criminoso, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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