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DPCM 4 giugno 2009

9 provvedimenti

Gestione Separata INPS: s%% ai contributi ma sanzioni cancellate
Un ingegnere, dipendente pubblico iscritto all'ex INPDAP, ha contestato la richiesta dell'INPS di pagamento dei contributi del 2008 alla Gestione Separata INPS. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e ha escluso la prescrizione del debito, poiché il termine è iniziato a decorrere dalla scadenza prorogata del pagamento. Tuttavia, applicando una recente pronuncia della Corte Costituzionale, la Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alle sanzioni civili. Il professionista è stato quindi esonerato dal pagamento delle sanzioni per l'omessa iscrizione antecedente al 2011, confermando solo il debito per i contributi base.
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Proroga Fiscale e Contributi: la Cassazione blocca la prescrizione
Un professionista non aveva versato i contributi previdenziali per i redditi del 2008, ritenendo il debito estinto per prescrizione. L'Ente Previdenziale, invece, sosteneva la validità della sua richiesta di pagamento. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla decorrenza prescrizione contributi. Il termine di cinque anni non parte dalla scadenza ordinaria prevista per il versamento, ma dalla data di scadenza effettiva, anche se posticipata da un provvedimento di legge come una proroga fiscale. Poiché un DPCM aveva spostato in avanti il termine per i versamenti del 2008, la richiesta dell'Ente era da considerarsi tempestiva. Di conseguenza, il debito del professionista non era prescritto e doveva essere pagato.
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Gestione Separata INPS: contributi dovuti ma sanzioni annullate
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un ingegnere a cui l'ente previdenziale richiedeva contributi per la Gestione Separata INPS relativi all'anno 2008. Il punto centrale riguardava la prescrizione quinquennale del credito. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione non inizia a decorrere dalla scadenza ordinaria se un decreto ministeriale ha prorogato i termini di versamento. Nel caso specifico, la proroga al 6 luglio 2009 ha reso tempestiva la richiesta inviata nel 2014. Tuttavia, i giudici hanno escluso che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi configuri automaticamente un occultamento doloso del debito. Infine, applicando una recente sentenza della Corte Costituzionale, la Cassazione ha annullato le sanzioni civili precedentemente irrogate al professionista.
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Prescrizione contributi: quando inizia a decorrere?
Un professionista si opponeva a una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendone l'avvenuta prescrizione. La Cassazione ha chiarito che, ai fini della prescrizione contributi, il termine iniziale decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, tenendo conto anche di eventuali proroghe disposte da provvedimenti normativi. La Corte ha cassato la decisione di merito che non aveva considerato un differimento, stabilendo che il dies a quo non costituisce giudicato autonomo.
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Prescrizione contributi: il termine decorre dalla scadenza
Un professionista si opponeva a una richiesta di contributi previdenziali per l'anno 2008, ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che la prescrizione dei contributi previdenziali decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprese eventuali proroghe legali. Di conseguenza, la richiesta dell'ente previdenziale è stata considerata tempestiva.
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Iscrizione Gestione Separata: obbligo per professionisti
Un professionista, già contribuente presso un'altra forma di previdenza, è stato obbligato dall'ente previdenziale a versare i contributi alla Gestione Separata per l'attività libero-professionale. Il professionista ha contestato la richiesta, sostenendo che il credito fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata e chiarendo che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento, che in questo caso era stata posticipata, rendendo la richiesta dell'ente tempestiva.
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Prescrizione contributi: il DPCM sposta la decorrenza
Un professionista si opponeva a una richiesta di contributi previdenziali per la Gestione Separata, ritenendola prescritta. La Corte d'Appello gli dava ragione, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte ha stabilito che il termine per la prescrizione contributi non decorre dalla scadenza originaria, ma da quella posticipata da un DPCM. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale era tempestiva e il debito non era estinto.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione
Un professionista ha impugnato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo che il diritto fosse estinto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo: il motivo di ricorso è inammissibile se non rispetta il principio di autosufficienza, ovvero se non riporta i passaggi essenziali degli atti precedenti. Secondo: la prescrizione dei contributi della gestione separata decorre dalla scadenza del termine per il pagamento, non dall'anno di produzione del reddito, tenendo conto di eventuali proroghe legali.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata, il termine quinquennale decorre non dalla scadenza originaria, ma dalla data prorogata da un DPCM. Un professionista aveva ottenuto in appello l'annullamento di una richiesta di pagamento, ritenuta prescritta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il differimento del termine di versamento sposta anche il 'dies a quo' della prescrizione. La richiesta dell'ente, avvenuta prima della nuova scadenza quinquennale, era quindi valida.
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