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D.M. 281/1996

7 provvedimenti

Automaticità delle prestazioni previdenziali: no ai co.co.co.
Un collaboratore coordinato e continuativo ha chiesto all'INPS l'accredito dei contributi previdenziali non versati dalla società committente tra il 2002 e il 2007, invocando l'automaticità delle prestazioni previdenziali per ottenere la pensione supplementare. La Corte d'Appello aveva accolto la domanda, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'INPS. I giudici di legittimità hanno stabilito che l'automaticità delle prestazioni previdenziali non si applica ai lavoratori iscritti alla Gestione separata, in quanto questi ultimi restano i titolari dell'obbligo contributivo. Di conseguenza, in caso di omissione da parte del committente, il collaboratore non può pretendere l'accredito automatico da parte dell'ente previdenziale, ma deve agire contro il committente per il risarcimento del danno o pagare direttamente i contributi omessi.
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Principio di automaticità delle prestazioni: no ai co.co.co.
Un collaboratore a progetto ha chiesto all'INPS l'indennità di disoccupazione DIS-COLL. L'INPS ha rifiutato la domanda perché il committente non aveva versato i contributi previdenziali. I giudici di merito hanno accolto la richiesta del lavoratore, ritenendo applicabile il principio di automaticità delle prestazioni. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il principio di automaticità delle prestazioni non si applica ai collaboratori iscritti alla Gestione separata. Per questi lavoratori, l'obbligo contributivo fa capo a loro stessi, anche se il committente si occupa materialmente del versamento. Di conseguenza, senza contributi effettivamente accreditati, non si ha diritto alla disoccupazione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Automaticità prestazioni e gestione separata
La Corte di Cassazione ha negato l'applicazione del principio di automaticità delle prestazioni ai collaboratori iscritti alla gestione separata. Il caso riguardava un lavoratore che chiedeva l'accredito di contributi omessi dal committente tra il 2001 e il 2009. La Corte ha stabilito che, essendo i parasubordinati personalmente obbligati al versamento contributivo, non possono beneficiare della tutela automatica prevista per i dipendenti, dovendo invece agire per il risarcimento del danno.
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Gestione Separata INPS: obblighi per avvocati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16931/2024, chiarisce gli obblighi degli avvocati verso la Gestione Separata INPS. Pur confermando il dovere di iscrizione per i redditi non coperti da altre casse previdenziali e rigettando l'eccezione di prescrizione, la Corte ha annullato le sanzioni civili per l'omessa iscrizione, in applicazione di una precedente sentenza della Corte Costituzionale. La decisione bilancia il principio di universalità della copertura previdenziale con la tutela dell'affidamento del professionista sorto in un quadro normativo incerto.
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Principio di automaticità: no per Gestione Separata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31303/2024, ha stabilito che il principio di automaticità delle prestazioni non si applica ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata. In caso di mancato versamento dei contributi da parte del committente, il collaboratore non ha diritto all'indennità, poiché resta coobbligato al versamento, a differenza del lavoratore dipendente. La Corte ha così riformato la decisione di merito che aveva concesso l'indennità DIS-COLL a un lavoratore a progetto.
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Gestione Separata: obbligo per professionisti
Un professionista iscritto all'albo ma non alla propria cassa di previdenza ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il suo reddito fosse inferiore alla soglia di 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione, chiarendo che per un'attività professionale esercitata in modo abituale il limite di reddito non rileva come soglia di esenzione, ma serve a distinguere il lavoro occasionale da quello abituale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
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Contributi gestione separata: obbligo per avvocati
La Corte d'Appello di Cagliari ha stabilito che un avvocato, pur versando il contributo integrativo alla propria cassa professionale, è tenuto a iscriversi e a versare i contributi alla Gestione Separata se non paga il contributo soggettivo. La decisione si fonda sul principio di universalizzazione della tutela previdenziale, poiché il contributo integrativo ha natura solidaristica e non crea una posizione pensionistica individuale. Di conseguenza, per i redditi non coperti da contribuzione soggettiva, scatta l'obbligo dei contributi gestione separata.
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