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D.M. 131/2007

6 provvedimenti

Diritto al Completamento Orario: La Cassazione Tutela i Docenti Precari
Una docente, pur avendo la possibilità di una cattedra intera, scelse una supplenza di nove ore. Successivamente, chiese il suo diritto al completamento orario con altre ore disponibili, ma la sua richiesta fu negata. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al completamento orario spetta anche a chi ha inizialmente rinunciato a un incarico a tempo pieno. La Corte ha rigettato il ricorso del Ministero, confermando la condanna al risarcimento per la docente. Questo principio tutela i lavoratori precari, garantendo loro la possibilità di aumentare le ore lavorative in presenza di disponibilità, indipendentemente dalle scelte iniziali.
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Supplenze su posti vacanti: stipendio estivo o scadenza a giugno?
Una docente ha contestato la durata dei suoi contratti di supplenza, sostenendo che fossero stati stipulati fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) anziché fino al termine dell'anno scolastico (31 agosto), pur trattandosi di supplenze su posti vacanti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del Ministero. Per il primo contratto (2007/2008), la cattedra non era vacante ma solo temporaneamente disponibile, legittimando la scadenza a giugno. Per gli anni successivi, relativi a spezzoni orari, la Corte ha confermato che, se le ore fanno parte di una cattedra vacante nell'organico di diritto, il supplente ha diritto alla retribuzione estiva fino al 31 agosto. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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Abilitazione insegnamento: i 24 CFU non bastano
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12416/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reclutamento scolastico. Ha chiarito che il possesso di una laurea magistrale e di 24 Crediti Formativi Universitari (CFU) non costituisce titolo di abilitazione all'insegnamento. Tali requisiti consentono soltanto l'accesso ai concorsi pubblici, ma non l'inserimento nelle fasce delle graduatorie riservate ai docenti abilitati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, ribaltando le precedenti decisioni di merito e sottolineando la netta distinzione tra titolo di studio e abilitazione professionale.
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24 CFU abilitazione: non basta per la II fascia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27482/2024, ha stabilito che il possesso di una laurea e di 24 CFU non equivale all'abilitazione all'insegnamento. Di conseguenza, gli aspiranti docenti con questi soli titoli non hanno diritto all'inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto, ma devono essere collocati nella terza. La sentenza chiarisce che i 24 CFU sono un requisito per partecipare ai concorsi, non un titolo abilitante di per sé. Viene così annullata la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva accolto la richiesta di una docente.
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Abilitazione insegnamento: Laurea + 24 CFU non basta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15838/2024, ha stabilito che il possesso di una laurea e di 24 CFU non è sufficiente per l'inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. Tale titolo consente solo l'accesso ai concorsi, ma non costituisce una vera e propria abilitazione all'insegnamento, che si ottiene unicamente con il superamento delle procedure concorsuali o tramite specifici percorsi abilitativi. La Corte ha quindi accolto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, rigettando la pretesa di una docente che chiedeva l'inserimento nella fascia riservata al personale abilitato.
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Spezzoni Insegnamento: Priorità e Limiti Didattici
Un docente di ruolo ha citato in giudizio la sua scuola per non avergli assegnato degli spezzoni di insegnamento, chiedendo il relativo compenso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'assegnazione delle ore residue deve seguire criteri di priorità che favoriscono il completamento dell'orario d'obbligo di altri docenti. Inoltre, ha confermato la legittimità della decisione del Dirigente Scolastico, che può negare l'assegnazione di ore eccedenti per prevalenti esigenze didattiche, come evitare di sovraccaricare un singolo docente con troppe classi.
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