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D.M. 111/2006

5 provvedimenti

Raccolta Scommesse Abusiva: La Cassazione Conferma la Condanna
Un Lavoratore è stato condannato per **raccolta scommesse abusiva**. Egli gestiva un centro scommesse per conto di un operatore estero senza le necessarie concessioni e licenze italiane. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ribadendo che l'attività di intermediazione per la raccolta di scommesse sportive richiede sia una concessione statale che una licenza di pubblica sicurezza. La difesa del Lavoratore ha sostenuto la discriminazione dell'operatore estero e l'applicabilità di regimi di regolarizzazione, ma la Corte ha respinto queste argomentazioni. Ha chiarito che l'ignoranza della legge non è scusabile per chi svolge professionalmente un'attività commerciale e che le normative di regolarizzazione non estinguono i reati pregressi. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Scommesse sportive: responsabilità per errori
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità dell'Amministrazione dei Monopoli per il mancato pagamento di una vincita legata a scommesse sportive. L'ente aveva certificato un risultato errato e non aveva provveduto alla necessaria rettifica, impedendo allo scommettitore di incassare il premio. La Corte ha stabilito che l'amministrazione ha l'obbligo di garantire la corrispondenza tra l'esito reale dell'evento e la certificazione ufficiale, agendo con la dovuta diligenza professionale per evitare danni ai cittadini.
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Imposta Unica Scommesse: annullate le sanzioni 2010
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10759/2024, ha stabilito che l'Imposta Unica Scommesse è dovuta anche da operatori esteri senza concessione che operano in Italia tramite intermediari. Tuttavia, ha annullato le sanzioni relative all'anno 2010, riconoscendo una condizione di 'obiettiva incertezza normativa' precedente alla legge interpretativa del 2010. Per il 2011 e gli anni successivi, sia l'imposta che le sanzioni sono state confermate.
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Raccolta illecita scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'operatrice di un centro scommesse condannata per raccolta illecita scommesse. La Corte ha stabilito che la responsabilità penale dell'intermediario sussiste quando questi svolge un'attività autonoma di intermediazione (gestione conti, incasso puntate, pagamento vincite), rendendo irrilevante l'eventuale discriminazione subita dal bookmaker estero nell'accesso al mercato italiano. La condanna è stata quindi confermata.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7533/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando il suo obbligo di versare l'imposta unica sulle scommesse per le giocate raccolte in Italia nel 2008 tramite un centro trasmissione dati. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker estero sussiste indipendentemente da quella del centro locale e che la normativa fiscale italiana non viola i principi del diritto dell'Unione Europea sulla libera prestazione di servizi, in quanto non è discriminatoria.
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