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D.Lgs. 62/1998

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Indennità di servizio estero: non è un diritto automatico per il Lavoratore
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore che chiedeva il riconoscimento dell'Indennità di servizio estero per il suo impiego in Belgio presso un Ente Pubblico. Il Lavoratore sosteneva di avere diritto a tale compenso per il periodo di lavoro all'estero. La Corte ha stabilito che l'Indennità di servizio estero non è un diritto automatico. Essa dipende da specifiche norme contrattuali o legali che ne prevedano l'erogazione, e non dalla sola residenza formale o dai dati fiscali. Il Lavoratore non ha dimostrato la sussistenza dei requisiti necessari. La Corte ha quindi rigettato il ricorso del Lavoratore, condannandolo al pagamento delle spese legali.
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Assegno di sede e mansioni: la decisione della Corte
Un docente in servizio presso un'università straniera ha rivendicato un assegno di sede superiore, sostenendo di svolgere di fatto mansioni da addetto culturale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la retribuzione è legata all'inquadramento formale e non alle mansioni concretamente svolte. L'ordinanza sottolinea come, in assenza di una nomina formale a titolare di cattedra o a addetto culturale, le attività extra-accademiche rientrano nella figura contrattualmente prevista del lettore con incarichi aggiuntivi, non dando diritto a differenze retributive.
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Assegno di sede docenti precari: sì alla parità
Un docente supplente in servizio all'estero si è visto negare l'assegno di sede nella stessa misura dei colleghi di ruolo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7479/2024, ha ribaltato le decisioni dei gradi inferiori, stabilendo che tale disparità di trattamento costituisce una discriminazione vietata dalla normativa europea. L'assegno di sede docenti precari deve quindi essere corrisposto per intero, in quanto compensa il disagio del trasferimento all'estero, identico per lavoratori a tempo determinato e indeterminato.
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Assegno di sede: parità tra docenti a tempo determinato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21695/2025, ha stabilito un importante principio di parità di trattamento. Ha sancito che i docenti a tempo determinato in servizio all'estero hanno diritto a percepire l'assegno di sede nella stessa misura prevista per i colleghi a tempo indeterminato. La Corte ha ritenuto che non sussistano ragioni oggettive per giustificare una disparità economica, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello e basando la propria pronuncia sul principio di non discriminazione sancito dalla direttiva europea 1999/70/CE.
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Assegno di sede docenti: sì alla parità di trattamento
Una docente precaria all'estero chiedeva lo stesso assegno di sede dei colleghi di ruolo. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che non esistono ragioni oggettive per una disparità di trattamento economico e che l'indennità spetta in egual misura, cassando la decisione della Corte d'Appello.
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