LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. 546/1997

0 provvedimenti

Definizione agevolata delle liti tributarie: stop alla causa
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la decisione che dichiarava inammissibile il proprio appello contro una società contribuente. Nelle more del procedimento, la società ha presentato la richiesta di adesione alla definizione agevolata delle liti tributarie, versando l'importo dovuto in un'unica soluzione. Nessuna delle due parti ha depositato l'istanza di trattazione entro il termine di legge né il Fisco ha respinto la sanatoria. La Corte di Cassazione ha accertato la regolare procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Impugnazione cartella di pagamento: solo vizi propri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30775/2023, chiarisce un principio fondamentale del processo tributario. Se un contribuente ha già ricevuto e impugnato un avviso di accertamento, la successiva impugnazione della cartella di pagamento basata su quell'avviso è inammissibile se si limita a riproporre le stesse censure. La cartella, infatti, può essere contestata solo per vizi propri, ovvero difetti specifici dell'atto stesso, e non per questioni relative alla fondatezza della pretesa tributaria già oggetto di un altro giudizio.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria a causa di una motivazione apparente. Il giudice di secondo grado aveva ridotto un accertamento fiscale a carico di una società di gaming, senza però specificare i criteri logici e contabili usati per il ricalcolo. Questa omissione viola il 'minimo costituzionale' della motivazione, rendendo la decisione incomprensibile e quindi nulla.
Continua »
Giudicato penale tributario: rinvio alle Sezioni Unite
Una società contesta un accertamento fiscale per operazioni inesistenti. Nel corso del giudizio in Cassazione, emerge una sentenza penale di assoluzione definitiva per i medesimi fatti. La Corte, vista la pendenza di una questione analoga, sospende la decisione e rinvia il caso in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite sull'efficacia del giudicato penale tributario alla luce del nuovo art. 21-bis del D.Lgs. 74/2000.
Continua »
Ricavi extra budget: quando tassarli? La Cassazione
Una società sanitaria contestava un avviso di accertamento che tassava i ricavi per prestazioni "extra budget" nell'anno in cui erano state fornite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale sui ricavi extra budget. Ha chiarito che tali ricavi non sono imponibili finché l'ente sanitario pubblico non ne riconosce formalmente il diritto al pagamento, poiché solo in quel momento diventano "certi e determinabili" secondo il principio di competenza fiscale. La Corte ha invece respinto le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate su altre questioni, come la deducibilità di alcuni costi.
Continua »