Una società cooperativa agricola riceve un verbale dall'Ente Previdenziale che contesta la fittizietà di centinaia di rapporti di lavoro. L'azienda decide per l'immediata impugnazione del verbale ispettivo INPS, ma la Corte d'Appello la blocca, ritenendo l'atto non ancora dannoso. La Corte di Cassazione ribalta questa visione, stabilendo un principio fondamentale: un'azienda ha sempre un interesse concreto e immediato a contestare un verbale che accerta irregolarità contributive. L'atto, infatti, genera un'incertezza giuridica ed espone a rischi immediati, come il blocco del DURC. Pertanto, non è necessario attendere una richiesta formale di pagamento per potersi difendere in tribunale. La Cassazione accoglie il ricorso della società.
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