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D.Lgs. 36/2016

5 provvedimenti

Mandato di arresto europeo: chi decide sui diritti del ricercato?
Un cittadino residente in Spagna, colpito da custodia cautelare in Italia, ha impugnato il rifiuto del Giudice per le indagini preliminari di revocare o sospendere il mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti. Il ricorrente lamentava la lesione del diritto alla vita privata e familiare e chiedeva di partecipare al processo a distanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione (la Spagna) valutare i motivi di rifiuto della consegna legati alla tutela dei diritti fondamentali. Inoltre, la richiesta di svolgere l'intero processo da remoto è stata ritenuta generica e priva di fondamento normativo.
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Liberazione condizionale: non basta il risarcimento
Un uomo condannato per reati fiscali e in affidamento in prova ha richiesto la liberazione condizionale e il trasferimento della misura all'estero. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha specificato che per la liberazione condizionale è necessario un profondo e sicuro ravvedimento, che va oltre il semplice risarcimento del danno. Anche il rischio concreto di recidiva ha impedito il trasferimento della pena in un altro Stato UE.
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Misura cautelare estero: la Cassazione annulla diniego
Una persona, detenuta in via cautelare per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, si è vista negare la possibilità di scontare una misura cautelare estero, come gli arresti domiciliari, nel proprio paese d'origine. La Corte di Cassazione ha annullato tale diniego, stabilendo che il giudice del riesame non può basarsi sulla sola gravità del reato o su mere congetture. È invece obbligato a compiere una valutazione concreta e individualizzata, verificando se misure meno afflittive del carcere, applicabili anche all'estero, possano soddisfare le esigenze cautelari, considerando la situazione personale dell'indagato.
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Pericolo di recidiva: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione conferma la misura cautelare per un'imputata di associazione a delinquere e riciclaggio, ritenendo attuale il pericolo di recidiva nonostante le contestazioni della difesa. La Corte ha chiarito che la valutazione deve basarsi sulla gravità e persistenza dei fatti specifici del procedimento, senza essere vincolata da decisioni di altri tribunali su condotte successive. L'istanza di arresti domiciliari all'estero è stata dichiarata inammissibile.
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Truffa telematica: nuova legge e procedibilità
Un uomo, condannato in primo grado per truffa online aggravata, viene assolto in appello perché, esclusa l'aggravante della minorata difesa, mancava la querela della vittima. La Procura Generale ricorre in Cassazione, ma il ricorso viene dichiarato inammissibile. La Suprema Corte applica una nuova legge (L. 90/2024), più favorevole all'imputato, che pur introducendo una specifica aggravante per la truffa telematica, ha ripristinato la necessità della querela per procedere penalmente.
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