LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. 230/1995

0 provvedimenti

Sorveglianza radiometrica omessa: condanna per il Direttore
Il Direttore Generale di un'azienda metallurgica è stato condannato per aver omesso la sorveglianza radiometrica sui metalli in ingresso destinati alla fusione. La difesa sosteneva la regolarità dei controlli, presentando schede radiometriche integrative. Tuttavia, i giudici hanno riscontrato gravi lacune, difetti di numerazione e una totale mancata corrispondenza tra le schede e i documenti di trasporto della merce. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del dirigente, confermando la sua responsabilità penale. La Suprema Corte ha chiarito che la sorveglianza radiometrica è un obbligo preciso del titolare della posizione di garanzia e che l'inaffidabilità dei registri dimostra il mancato adempimento del dovere di controllo, escludendo inoltre la particolare tenuità del fatto a causa della reiterazione della condotta omissiva.
Continua »
Indennità rischio radiologico: quando spetta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9925/2024, ha respinto il ricorso di alcuni operatori sanitari che richiedevano l'indennità rischio radiologico. La Corte ha ribadito la distinzione fondamentale: mentre per medici e tecnici di radiologia il rischio è presunto in modo assoluto, per tutto il resto del personale è necessario dimostrare un'esposizione effettiva, abituale e non occasionale a un rischio non inferiore. Nel caso specifico, i ricorrenti operavano in aree definite "sorvegliate" e non "controllate", con un livello di esposizione non equiparabile a quello del personale di radiologia, rendendo la loro domanda infondata per mancato assolvimento dell'onere della prova.
Continua »
Indennità rischio radiologico: la prova per il personale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9382/2024, ha chiarito i presupposti per il riconoscimento dell'indennità rischio radiologico al personale sanitario non appartenente ai reparti di radiologia. L'ordinanza stabilisce che non è sufficiente provare lo svolgimento abituale dell'attività in 'zona controllata', ma è necessario dimostrare un'esposizione al rischio effettiva, continua e non occasionale, analoga a quella dei tecnici di radiologia. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, che aveva respinto la domanda di una lavoratrice in assenza di prove concrete sul superamento delle soglie di rischio, sottolineando che l'onere della prova grava interamente sul lavoratore.
Continua »
Indennità rischio radiologico: prova e presupposti
Una lavoratrice del settore sanitario, non inquadrata come tecnico di radiologia, ha richiesto il pagamento dell'indennità di rischio radiologico. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che, a differenza del personale medico e tecnico di radiologia per cui il rischio è presunto per legge, gli altri lavoratori devono fornire la prova oggettiva di un'esposizione abituale, continua e non occasionale in una 'zona controllata', con un assorbimento di dosi radioattive superiore ai limiti normativamente stabiliti. L'onere della prova grava interamente sul lavoratore che richiede l'indennità.
Continua »
Indennità rischio radiologico: la prova del rischio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9383/2024, ha rigettato il ricorso di una lavoratrice del settore sanitario che richiedeva l'indennità di rischio radiologico. La Corte ha ribadito la distinzione fondamentale tra il personale tecnico di radiologia, per cui il rischio è presunto in modo assoluto, e il restante personale. Quest'ultimo, per ottenere l'indennità, deve fornire la prova rigorosa di un'esposizione effettiva, abituale e non occasionale a radiazioni, dimostrando il superamento delle soglie di rischio normativamente previste. Il semplice svolgimento dell'attività in prossimità di una 'zona controllata' non è sufficiente.
Continua »
Indennità rischio radiologico: spetta agli infermieri?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11310/2025, ha stabilito che l'indennità rischio radiologico spetta anche al personale sanitario non tecnico, come gli infermieri di sala operatoria, che svolgono la loro attività in modo abituale in una 'zona controllata'. La Corte ha chiarito che il parere negativo della commissione interna di valutazione del rischio non è vincolante per il giudice, il quale può accertare autonomamente i presupposti del diritto. È sufficiente che il lavoratore provi lo svolgimento abituale dell'attività in tale zona, senza dover dimostrare la specifica dose di radiazioni assorbita, poiché la legge equipara le due condizioni.
Continua »
Indennità rischio radiologico: no se manca la prova
Un gruppo di chirurghi ortopedici ha citato in giudizio il proprio ospedale per ottenere il riconoscimento dell'indennità di rischio radiologico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Suprema Corte ha ribadito che, per il personale non specificamente addetto alla radiologia, il diritto all'indennità non è automatico ma richiede una prova rigorosa di un'esposizione continua e significativa a un rischio radiologico paragonabile a quello del personale di radiologia. Nel caso specifico, i chirurghi non sono riusciti a fornire tale prova, poiché il tempo di esposizione settimanale è stato giudicato minimo (circa un minuto) e le misurazioni dei dosimetri personali erano inferiori alle soglie di sicurezza.
Continua »