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D.Lgs. 216/2017

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Intercettazioni con Captatore Informatico: La Cassazione conferma la custodia cautelare
L'Indagato ha impugnato la custodia cautelare per reato associativo finalizzato al traffico di droga. Ha contestato l'utilizzabilità delle **intercettazioni con captatore informatico** (trojan) e l'insufficienza degli indizi di colpevolezza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la nuova disciplina sulle intercettazioni con trojan non si applica ai procedimenti anteriori al 1° settembre 2020. La Corte ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale sull'esistenza di gravi indizi per l'associazione e sulla necessità della misura cautelare, data la capacità criminale e il rischio di reiterazione del reato.
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Captatore informatico e misura cautelare: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare del divieto di dimora a carico del dirigente di una cooperativa sociale, indagato per reati di turbativa d'asta e associazione per delinquere. La difesa contestava l'utilizzo del captatore informatico e misura cautelare, sostenendo che il trojan fosse stato impiegato fuori dai casi consentiti dalla legge. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché il ricorrente non ha specificato quali intercettazioni fossero viziate né la loro incidenza decisiva sul quadro probatorio complessivo, sorretto anche da prove ordinarie e testimonianze. Inoltre, i fatti nuovi relativi al successivo licenziamento dell'indagato non potevano essere valutati per la prima volta in sede di legittimità.
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Confisca diretta del profitto: soldi da eredità sequestrati per usura
Un imprenditore, indagato per usura, subisce il sequestro di oltre 61.000 euro. L'uomo si oppone, sostenendo che la somma derivi da una lecita eredità. La Corte di Cassazione, però, respinge il suo ricorso e conferma il sequestro. Viene stabilito un principio fondamentale sulla **confisca diretta del profitto**: poiché il denaro è un bene fungibile (sostituibile), qualsiasi somma trovata nel patrimonio dell'indagato, pari al guadagno illecito, può essere confiscata. La prova dell'origine lecita di quella specifica somma diventa irrilevante, perché ciò che conta è l'ingiusto arricchimento patrimoniale derivante dal reato. La confisca è quindi legittima.
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Utilizzabilità intercettazioni: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per reati di droga, basata su prove raccolte tramite intercettazioni. La Corte ha stabilito la non utilizzabilità delle intercettazioni perché autorizzate con procedure e durate eccezionali, previste per reati di criminalità organizzata, ma applicate a un'indagine per turbativa d'asta, un reato comune. Questo errore procedurale ha reso le prove raccolte illegalmente e quindi inutilizzabili, portando all'annullamento del provvedimento e al rinvio al Tribunale per una nuova valutazione.
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Intercettazioni captatore informatico: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due individui accusati di associazione mafiosa, confermando la custodia cautelare. La sentenza affronta la validità delle intercettazioni tramite captatore informatico (trojan), chiarendo che un decreto di proroga può fungere da autonoma autorizzazione, sanando vizi del provvedimento iniziale. La Corte ha inoltre ribadito che le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, se corroborate da altri elementi come le intercettazioni e le testimonianze delle vittime, costituiscono gravi indizi di colpevolezza per dimostrare la partecipazione al sodalizio criminale.
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Corruzione e Appalti: il nesso sinallagmatico
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di corruzione e appalti, confermando una misura cautelare contro un manager. L'accusa era di aver promesso un subappalto a un'impresa locale, indicata da pubblici ufficiali, in cambio dell'anticipata e irregolare consegna di impianti di illuminazione pubblica. La Corte ha ritenuto legittime le intercettazioni tramite trojan e ha confermato la sussistenza del patto corruttivo, identificando nella consegna anticipata un atto contrario ai doveri d'ufficio.
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Captatore informatico e corruzione: quando è legale?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'uso del captatore informatico (trojan) in un'indagine per corruzione avviata prima del 31 agosto 2020. La sentenza chiarisce che la normativa speciale per i reati contro la Pubblica Amministrazione, in vigore dal 2018, non richiedeva la specificazione dei luoghi di intercettazione, equiparando tali reati a quelli di criminalità organizzata. Il ricorso dell'indagato, basato sull'inutilizzabilità delle intercettazioni, è stato rigettato.
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Esigenze cautelari: personalità e attualità del pericolo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro la misura degli arresti domiciliari per spaccio. La sentenza chiarisce che, ai fini della valutazione delle esigenze cautelari, la pericolosità desunta dalla personalità dell'individuo, emersa da intercettazioni, può prevalere sulla sua fedina penale pulita. Viene inoltre ribadito che l'attualità del pericolo è una valutazione prognostica non legata all'imminenza di un nuovo reato.
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Utilizzabilità intercettazioni: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7370/2025, affronta il tema cruciale della utilizzabilità intercettazioni telefoniche. Il caso riguarda un uomo accusato di aver incendiato l'auto di un sindaco per intimidirlo. La difesa sosteneva l'illegittimità delle intercettazioni in quanto autorizzate sulla base di indizi deboli. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la valutazione sulla legittimità va fatta al momento dell'autorizzazione e che una successiva riqualificazione del reato non rende le prove inutilizzabili. È stato inoltre confermato il principio per cui una fonte anonima, se corroborata da altri elementi, può avviare un'indagine.
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