Un imprenditore acquista una barca a vela per destinarla al noleggio commerciale. Per farsi pubblicità e trovare clienti, partecipa con l'imbarcazione a numerose regate sportive. La Capitaneria di Porto contesta l'uso sportivo non conforme e notifica ventisei sanzioni per oltre cinquantatremila euro, contestando l'irregolare uso commerciale di unità da diporto. I giudici di merito confermano le multe, rilevando una prevalente attività ludica rispetto alle pochissime fatture di locazione emesse. L'imprenditore ricorre quindi davanti alla Corte di Cassazione lamentando la mancata ammissione dei testimoni e l'errata qualificazione dell'attività. La Suprema Corte, rilevata la materia relativa alle sanzioni amministrative, dispone il rinvio degli atti alla sottosezione competente per la corretta trattazione del ricorso.
Continua »