LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. 151/2015

Pagina 2 di 2

30 provvedimenti

Controllo dipendenti: quando la prova è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa aggravata di due dipendenti pubblici che si scambiavano i badge per attestare falsamente la presenza. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sul controllo dipendenti: le prove raccolte da sistemi di rilevazione presenze, anche se installati in violazione delle norme lavoristiche, sono pienamente utilizzabili nel processo penale. La Corte ha ribadito l'autonomia del diritto processuale penale rispetto alle tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori, dichiarando inammissibile il ricorso degli imputati.
Continua »
Controllo a distanza: la Cassazione rinvia in udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un caso riguardante il controllo a distanza dei lavoratori. La Corte ha ritenuto che le questioni sollevate, relative all'interpretazione dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori post-Jobs Act, abbiano un'importanza tale da richiedere una trattazione approfondita e non una decisione in camera di consiglio, data la loro rilevanza nomofilattica.
Continua »
Revoca dimissioni periodo prova: sì alla reintegra
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore può legittimamente revocare le proprie dimissioni anche se presentate durante il periodo di prova. La normativa sulle dimissioni telematiche e sulla facoltà di revoca entro sette giorni si applica pienamente, prevalendo sul principio di libera recedibilità del patto di prova. A seguito della revoca, l'azienda deve reintegrare il dipendente per consentirgli di completare il periodo di prova, poiché il rapporto di lavoro si considera come mai interrotto.
Continua »
Controlli difensivi: legittimo il licenziamento
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di un dipendente che falsificava gli orari di lavoro. La sentenza ribadisce che i 'controlli difensivi' tramite agenzie investigative sono ammessi quando esiste un fondato sospetto di condotte illecite del lavoratore, specialmente se l'attività viene svolta fuori dai locali aziendali. La Corte ha ritenuto che il datore di lavoro avesse sufficienti indizi, come la minore performance del dipendente, per giustificare l'avvio delle indagini che hanno poi portato al licenziamento per giusta causa.
Continua »
Maxi-sanzione: la Cassazione applica la norma penale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, interviene sul tema della maxi-sanzione per lavoro sommerso. Il caso riguarda un'azienda sanzionata per aver mascherato un rapporto di lavoro subordinato con contratti di collaborazione. La Corte ha stabilito che la maxi-sanzione, pur essendo formalmente amministrativa, ha una natura sostanzialmente penale. Di conseguenza, deve essere applicato il principio di retroattività della norma più favorevole (lex mitior), annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva negato tale applicazione e rinviando per una nuova valutazione alla luce di una normativa successiva più mite.
Continua »
Accesso abusivo sistema informatico: quando è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per accesso abusivo a sistema informatico nei confronti di un amministratore che, pur avendo le credenziali, si era introdotto nella casella email di un collega per finalità personali e non aziendali. La sentenza chiarisce che l'autorizzazione all'accesso non è sufficiente se l'azione è mossa da scopi estranei alle mansioni lavorative, violando i principi di proporzionalità e correttezza, specialmente quando si tratta di cosiddetti controlli difensivi sui dipendenti.
Continua »
Controlli difensivi: no a indagini sul passato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 807/2025, ha confermato l'illegittimità del licenziamento di un dirigente basato su prove raccolte tramite controlli difensivi retroattivi. A seguito di un alert informatico, l'azienda aveva analizzato le email del dipendente relative a un periodo precedente all'insorgere del sospetto. La Corte ha ribadito che i controlli difensivi sono ammessi solo per raccogliere informazioni *successive* al fondato sospetto, vietando categoricamente di 'scavare' nel passato del lavoratore per trovare conferme di illeciti. Le prove così ottenute sono state giudicate inutilizzabili.
Continua »
Delibera CDA: quando è vincolante per il dipendente?
Un ex dirigente ha citato in giudizio la sua precedente azienda per ottenere un bonus promesso in una delibera CDA. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che una delibera CDA è un atto meramente interno alla società e non costituisce una proposta contrattuale vincolante se non viene comunicata all'esterno da un soggetto con potere di rappresentanza legale. La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale tra la formazione della volontà interna dell'ente e la sua manifestazione esterna, necessaria per creare obbligazioni.
Continua »
Risarcimento del danno per mancata assunzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società al risarcimento del danno per mancata assunzione. È stato chiarito che l'incentivo all'esodo percepito dal lavoratore dal precedente datore di lavoro non può essere detratto dal risarcimento, in quanto ha una causa giuridica diversa e non è un guadagno derivante dall'inadempimento della società.
Continua »
Appalto illecito: la conferma della condanna
Un'impresa edile individuale ha impugnato una condanna per aver utilizzato lavoratori attraverso un subappalto fittizio. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, qualificando il rapporto come appalto illecito. La sentenza si basa sulle prove che dimostrano come il committente gestisse direttamente i lavoratori, mentre l'impresa subappaltatrice fungeva da mero schermo per la fornitura di personale, priva della reale autonomia organizzativa e del rischio d'impresa necessari per un appalto genuino.
Continua »