Una società di trasporti ha ricevuto una sanzione di oltre 2.000 euro per il trasporto di animali non idonei, in violazione delle norme sul benessere animale. L'azienda ha contestato la multa, sostenendo che l'ente sanitario non fosse competente e che la legge fosse stata interpretata male. Dopo aver perso in primo grado, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, la società ha rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato il processo estinto. Di conseguenza, la sanzione originaria è diventata definitiva e l'azienda è tenuta a pagarla.
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