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D.Lgs. 110/2024

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40 provvedimenti

Interesse ad agire: quando si può impugnare un ruolo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29319/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una cartella di pagamento. La decisione si fonda su una recente normativa che richiede al contribuente di dimostrare un concreto 'interesse ad agire', ovvero un pregiudizio effettivo derivante dall'iscrizione a ruolo, per poterla impugnare. La semplice mancata notifica della cartella non è più sufficiente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente impugnava tre cartelle di pagamento basandosi su un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio effettivo e concreto, condizione non provata nel caso di specie.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una contribuente impugnava un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e attuale, un requisito noto come 'interesse ad agire'.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto, prova che nel caso di specie non è stata fornita. Di conseguenza, la sentenza di merito è stata cassata senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti e invocando un precedente giudicato a suo favore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, applicando la nuova normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il debitore dimostri un pregiudizio concreto e attuale. Poiché il ricorrente non ha fornito tale prova, l'azione è stata ritenuta inammissibile fin dall'origine.
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Impugnabilità estratto di ruolo: limiti e novità
La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte del ricorrente, di un pregiudizio specifico che legittimasse l'impugnazione diretta, ridefinendo i limiti dell'impugnabilità dell'estratto di ruolo. La sentenza di merito è stata cassata senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26184/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e immediato. La semplice mancata notifica della cartella di pagamento non è più sufficiente a giustificare l'azione legale. Questa decisione, in linea con le recenti riforme legislative, restringe significativamente la possibilità di contestare un debito fiscale attraverso l'estratto di ruolo, richiedendo la prova di un danno specifico, come l'esclusione da appalti pubblici.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo, ottenendo ragione in primo e secondo grado. Giunto in Cassazione per una questione sulle spese legali, la Corte ha però dichiarato l'azione originaria inammissibile. La motivazione risiede nella carenza di un interesse concreto e attuale del contribuente all'impugnazione dell'estratto di ruolo, un vizio fondamentale che invalida l'intero processo sin dall'inizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società impugna un estratto di ruolo per cartelle non notificate. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, pronunciandosi su un ricorso relativo alle sole spese legali, ha dichiarato l'azione originaria inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo in presenza di un concreto e attuale interesse ad agire, non ravvisabile nella mera assenza di notifica. Di conseguenza, l'intero processo è stato invalidato.
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Legittimazione del fallito: quando agire in giudizio
Una società, prima cancellata dal registro imprese e poi dichiarata fallita, si era vista negare il diritto di impugnare avvisi fiscali. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando un principio cruciale: la legittimazione del fallito a difendersi in giudizio risorge qualora il curatore fallimentare rimanga inerte. La Suprema Corte ha chiarito che l'inerzia oggettiva del curatore, a prescindere dalle sue motivazioni, è sufficiente a radicare nuovamente in capo al soggetto fallito la capacità di agire per tutelare i propri interessi patrimoniali.
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Impugnazione estratto ruolo: limiti e condizioni
Una società impugnava un estratto di ruolo, ottenendo ragione in primo grado per mancata prova della notifica delle cartelle. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile il gravame dell'Agenzia per un errore di motivazione. La Cassazione ha annullato tale decisione, rilevando l'errore procedurale e, decidendo nel merito, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario della società. L'impugnazione estratto ruolo è consentita solo se si dimostra un pregiudizio specifico, come richiesto dalla legge, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito la stretta sui ricorsi basati sull'estratto di ruolo. Analizzando il caso di una società, la Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. La decisione si allinea ai recenti interventi normativi e alle sentenze delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale, che hanno drasticamente limitato questa pratica per evitare un'eccessiva proliferazione del contenzioso tributario.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. L'impugnazione estratto di ruolo, o meglio della cartella sottostante, è ora permessa solo se il contribuente prova un pregiudizio concreto e attuale, che in questo caso mancava.
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Impugnabilità estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha impugnato due cartelle di pagamento dopo averne avuto conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Cassazione, applicando una nuova normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'impugnabilità dell'estratto di ruolo è ora limitata ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e specifico, come previsto dalla legge.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è ammissibile, a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. Il caso riguardava un contribuente che aveva contestato diversi estratti di ruolo per presunta mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione, cassando la precedente sentenza e dichiarando inammissibile il ricorso introduttivo del cittadino, in linea con i recenti interventi legislativi e giurisprudenziali che hanno ristretto tale possibilità.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti della Cassazione
Una contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo per cartelle non notificate, adducendo come pregiudizio un fermo amministrativo sul proprio veicolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo nei casi di pregiudizio tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non rientra il fermo amministrativo. La decisione sottolinea la natura eccezionale di questo strumento di tutela.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6588/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. Applicando la nuova normativa (ius superveniens), i giudici hanno stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. In assenza di tale prova, il ricorso è inammissibile per carenza di interesse ad agire, a prescindere dalla presunta omessa notifica della cartella di pagamento originaria.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Un contribuente ha contestato diverse cartelle esattoriali di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa sull'impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo è che il contribuente non ha fornito la prova di subire un pregiudizio specifico, come ora richiesto dalla legge. La controversia è stata dichiarata cessata solo per una cartella che rientrava nella sanatoria dei debiti inferiori a 1.000 euro.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16659/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente che contestava un estratto di ruolo per cartelle di pagamento mai notificate. La decisione si basa sulla recente normativa che limita fortemente l'impugnazione estratto di ruolo, ammettendola solo in casi di specifico e dimostrato pregiudizio (come l'esclusione da appalti pubblici). In assenza di tale prova, il contribuente non può agire preventivamente ma deve attendere un atto esecutivo successivo per far valere le proprie ragioni.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una contribuente ha promosso un'azione legale per l'impugnazione di un estratto di ruolo relativo a imposte dirette e diritti camerali, sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento originarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'inammissibilità dell'azione. La decisione si fonda sulla recente normativa che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, onere probatorio non assolto nel caso di specie.
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