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D.L. 850/1976

5 provvedimenti

Indebito assistenziale: la buona fede batte le pretese dell’INPS
L'Ente Previdenziale ha chiesto a una cittadina la restituzione delle somme ricevute a titolo di assegno sociale negli anni 2013, 2014 e 2015, sostenendo il superamento dei limiti di reddito. La Corte d'Appello ha dato ragione all'ente, applicando le regole ordinarie di restituzione. La Cassazione ha invece accolto il ricorso della pensionata, stabilendo che in tema di indebito assistenziale il cittadino in buona fede è protetto dal principio del legittimo affidamento. La semplice conoscibilità teorica dei limiti di reddito non basta a costringere la persona a restituire le somme passate. Per imporre la restituzione prima del controllo formale, serve un aumento di reddito così evidente da rendere palese l'errore. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Assegno sociale: l’eredità perde contro l’INPS dopo la vendita
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per l'erede di un pensionato di restituire all'INPS le somme ricevute a titolo di assegno sociale. Il beneficiario originario aveva venduto un immobile per oltre 500.000 euro, omettendo di comunicare il cospicuo incasso all'ente previdenziale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'erede, stabilendo che l'ingente somma derivante dalla compravendita esclude lo stato di bisogno e qualsiasi legittimo affidamento sulla spettanza del sussidio. Di conseguenza, l'INPS ha il diritto di recuperare l'indebito assistenziale, in quanto la mancata comunicazione della variazione reddituale impedisce l'applicazione delle regole di irripetibilità previste per chi agisce in buona fede.
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Ripetizione di indebito assistenziale: quando è nulla
Il caso riguarda la ripetizione di indebito assistenziale richiesta da un ente previdenziale a causa del superamento dei limiti reddituali. Il Tribunale ha stabilito che, se il cittadino ha regolarmente dichiarato i propri redditi all'amministrazione finanziaria, non sussiste dolo e le somme erogate in buona fede non sono ripetibili fino alla data del provvedimento di revoca.
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Indebito assistenziale: quando restituire le somme
Il Tribunale di Roma ha confermato l'obbligo di restituzione per un indebito assistenziale relativo all'assegno sociale. La beneficiaria aveva omesso di dichiarare l'assegno di mantenimento e i redditi del coniuge nel modello RED. Il giudice ha stabilito che tale omissione configura dolo omissivo, rendendo le somme integralmente ripetibili.
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Indebito assistenziale: quando restituire le somme?
La Corte di Appello ha stabilito che un cittadino deve restituire le somme percepite a titolo di indennità di accompagnamento a partire dalla data di comunicazione del verbale medico che ne negava i requisiti. La sentenza chiarisce che il ritardo dell'ente previdenziale nel sospendere l'erogazione non genera un legittimo affidamento nel percipiente. La conoscenza legale del verbale, anche per compiuta giacenza della raccomandata, fa venire meno la buona fede e impone la restituzione dell'indebito assistenziale.
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