L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi a un datore di lavoro, il quale aveva proposto la cessione dei crediti previdenziali vantati verso un'azienda sanitaria locale. Poiché l'azienda sanitaria non ha riconosciuto il debito entro i novanta giorni previsti dalla legge, la cessione è rimasta inefficace. Di conseguenza, il termine di prescrizione dei contributi ha ripreso a decorrere, rendendo tardiva la successiva cartella esattoriale notificata dall'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando la prescrizione del credito e chiarendo che una cessione inefficace non può convertirsi in un altro tipo di contratto per fatti concludenti, specialmente in presenza di rigide regole contabili pubbliche. L'ente previdenziale perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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