Un dipendente pubblico riceve parte della liquidazione in Buoni Postali Fruttiferi. Al momento dell'incasso dei titoli, subisce la ritenuta del 12,5% sugli interessi maturati. Tuttavia, il datore di lavoro aveva già applicato l'aliquota del 33% sull'intera indennità, inclusi gli stessi interessi. Il lavoratore chiede quindi il rimborso della ritenuta per evitare una ingiusta duplicazione d'imposta. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, ma la Corte di Cassazione respinge il ricorso del fisco. La Suprema Corte stabilisce che la tassazione del TFR, per evitare una doppia imposizione sugli interessi dei buoni postali, deve essere limitata alla sola differenza tra l'aliquota complessiva della liquidazione e la ritenuta già applicata direttamente al contribuente al momento dell'incasso.
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