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D.L. 556/1986

6 provvedimenti

Buoni postali fruttiferi: la Cassazione chiarisce il calcolo
Un risparmiatore ha contestato l'importo liquidato dall'ente gestore al momento del rimborso di alcuni buoni postali fruttiferi emessi nel 1993. Il cittadino lamentava di aver ricevuto una somma inferiore rispetto ai rendimenti indicati sul titolo. L'ente gestore ha sostenuto la legittimità del calcolo applicando la ritenuta fiscale del 12,50 percento sugli interessi maturati anno per anno. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'ente gestore. I giudici hanno stabilito che per i buoni postali fruttiferi emessi prima del 1997 la tassazione segue il principio di competenza. La capitalizzazione annuale degli interessi nei primi venti anni deve avvenire al netto della ritenuta fiscale e non al lordo. La decisione di merito favorevole al cittadino è stata quindi annullata.
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Buoni postali fruttiferi: la ritenuta riduce gli interessi
Un cittadino ha richiesto maggiori interessi su un buono fruttifero sottoscritto nel 1987, sostenendo che la ritenuta fiscale dovesse essere applicata solo al momento del rimborso finale e non annualmente. L'emittente ha opposto il calcolo al netto della tassazione annuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del risparmiatore. I giudici hanno chiarito che i Buoni postali fruttiferi rientrano tra i contratti per adesione e le relative cause sono sempre appellabili. Nel merito, la tassazione degli interessi per i titoli emessi prima del 1997 segue il principio di competenza. Di conseguenza, nei primi venti anni, gli interessi si capitalizzano al netto della ritenuta fiscale del 12,50%. Il risparmiatore perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Tassazione del TFR: no al doppio prelievo sui buoni postali
Un dipendente pubblico riceve parte della liquidazione in Buoni Postali Fruttiferi. Al momento dell'incasso dei titoli, subisce la ritenuta del 12,5% sugli interessi maturati. Tuttavia, il datore di lavoro aveva già applicato l'aliquota del 33% sull'intera indennità, inclusi gli stessi interessi. Il lavoratore chiede quindi il rimborso della ritenuta per evitare una ingiusta duplicazione d'imposta. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, ma la Corte di Cassazione respinge il ricorso del fisco. La Suprema Corte stabilisce che la tassazione del TFR, per evitare una doppia imposizione sugli interessi dei buoni postali, deve essere limitata alla sola differenza tra l'aliquota complessiva della liquidazione e la ritenuta già applicata direttamente al contribuente al momento dell'incasso.
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Ritenuta fiscale buoni postali: il calcolo è corretto, vince l’Ente
Una risparmiatrice ha contestato l'importo rimborsato per i suoi buoni fruttiferi, ritenendolo inferiore al dovuto. Il disaccordo verteva sulla modalità di applicazione della ritenuta fiscale buoni postali. L'Ente Emittente aveva applicato la tassa annualmente sugli interessi maturati (principio di competenza), riducendo così il montante finale. La risparmiatrice sosteneva invece che la tassa dovesse essere applicata solo al momento del rimborso finale (principio di cassa). La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Emittente. Ha stabilito che l'applicazione annuale della ritenuta fiscale è legittima, perché prevista da un decreto ministeriale che attuava correttamente la legge primaria. Di conseguenza, il calcolo effettuato dall'Ente era corretto.
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Ritenuta fiscale buoni postali: decide la Cassazione
Un risparmiatore contesta l'importo rimborsato per un buono postale, sostenendo un calcolo errato della ritenuta fiscale. Dopo due sentenze favorevoli al risparmiatore, la Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per decidere in modo definitivo se la ritenuta fiscale vada calcolata al momento del pagamento (criterio di cassa) o annualmente (criterio di competenza).
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Ritenuta fiscale buoni postali: decide la Cassazione
Una risparmiatrice contesta all'ente emittente il calcolo degli interessi sui suoi buoni fruttiferi postali, sostenendo di aver ricevuto una somma inferiore al dovuto. La controversia riguarda il metodo di applicazione della ritenuta fiscale buoni postali: se debba basarsi sul 'criterio di cassa' (tassazione al momento del rimborso finale) o sul 'criterio di competenza' (tassazione annuale sugli interessi maturati). I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione alla risparmiatrice. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di eccezionale importanza e, data la presenza di decisioni contrastanti e l'assenza di un precedente, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una pronuncia definitiva che farà da guida per tutti i casi simili.
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