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D.L. 34/2023

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75 provvedimenti

Definizione agevolata: la Cassazione ferma la tassa sulla truffa
I Contribuenti hanno impugnato l'avviso di liquidazione dell'imposta di registro al 3% applicata su una sentenza di condanna alla restituzione di somme derivanti da una truffa subita. I Contribuenti sostenevano l'ingiustizia di tassare un recupero crediti di fatto impossibile a causa dell'insolvenza del truffatore. Nelle more del giudizio di Cassazione, i Contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della pendenza della procedura di sanatoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare il perfezionamento della definizione agevolata.
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Cartelle esattoriali e definizione agevolata: stop alla causa
Uno Studio Legale impugnava due cartelle esattoriali per IVA, contestando la validità della notifica eseguita tramite un corriere privato anziché Poste Italiane. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente decideva di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, rinunciando formalmente al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, confermando che la rinuncia unilaterale estingue il processo senza necessità di accettazione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Le spese di giudizio sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop al processo tra fisco e contribuente
Una società ha impugnato il diniego dell'Amministrazione Finanziaria relativo a una sanatoria fiscale. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, impegnandosi a rinunciare al contenzioso e chiedendo la sospensione del processo. La Suprema Corte, verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio tributario, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: stop alla lite sulle perdite su crediti
L'Azienda ha impugnato l'avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione IRES le perdite derivanti dalla cessione pro soluto di crediti verso una società collegata. Nelle more del giudizio di Cassazione, l'Azienda ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della sussistenza dei requisiti di legge, ha disposto la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale sull’immobile
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di liquidazione per maggiore INVIM relativo alla rettifica del valore di un immobile. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto dell'istanza e verificati i presupposti di legge che prevedono la sospensione del processo in pendenza dei termini per il perfezionamento della sanatoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il completamento della procedura di definizione agevolata.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
Il caso riguarda un contenzioso tra una Contribuente e l'Agenzia delle Entrate relativo a un accertamento sintetico IRPEF per gli anni 2007 e 2008. La Contribuente sosteneva che l'adesione allo scudo fiscale precludesse l'accertamento, ma i giudici di merito avevano rigettato il ricorso. Giunta in Cassazione, la Contribuente ha depositato un'istanza chiedendo la sospensione del giudizio per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, preso atto della richiesta formale e dei requisiti di legge, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Notifica errata? La Cassazione salva il ricorso con la rinnovazione
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale. Nel ricorrere in Cassazione, notifica l'atto all'Avvocatura dello Stato, anche se l'Agenzia delle Entrate non si era avvalsa di tale difesa nei gradi precedenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa notifica è nulla, ma non inesistente. Di conseguenza, per garantire il diritto di difesa dell'Agenzia, ha ordinato la **rinnovazione della notifica** entro 60 giorni. Questo provvedimento sana il vizio procedurale e permette al processo di proseguire correttamente, tenendo anche conto della richiesta della società di aderire alla definizione agevolata delle liti.
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Valore in dogana delle royalties: il costo del brand alza i dazi?
Un'azienda importatrice di articoli sportivi ha contestato la pretesa dell'Agenzia delle Dogane di includere le royalties, pagate alla casa madre estera per l'uso del marchio, nel valore della merce importata da produttori terzi. Secondo l'Agenzia, tale pagamento era una condizione essenziale per la vendita, giustificando l'aumento dei dazi. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso la questione. Ha invece emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo il giudizio. La decisione è stata presa perché entrambe le parti hanno chiesto di aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali. La questione sul corretto calcolo del valore in dogana delle royalties resta quindi, per ora, irrisolta in questo specifico caso.
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Decadenza Agevolazioni Agricoltura: Caso Sospeso per Amnistia
Una società agricola ha impugnato gli avvisi di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate contestava la decadenza agevolazioni agricoltura. L'Agenzia riteneva che l'amministratore della società non avesse ottenuto i necessari requisiti professionali entro il termine di 24 mesi previsto dalla legge per mantenere i benefici fiscali sull'acquisto di immobili. Il caso è giunto fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la Corte non ha deciso nel merito della questione, ma ha sospeso il processo. La decisione è stata presa perché la società contribuente ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti, una sorta di 'pace fiscale'. Di conseguenza, l'esito finale della controversia è stato rinviato.
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Sospensione Giudizio Tributario: Tregua Fiscale Ferma la Cassazione
Una contribuente si è vista negare le agevolazioni fiscali per coltivatori diretti dopo l'acquisto di un fondo rustico. L'Agenzia delle Entrate riteneva che non avesse i requisiti. La controversia è arrivata fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la contribuente ha presentato istanza per aderire alla 'definizione agevolata' delle liti pendenti, una forma di tregua fiscale. La Corte ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del giudizio tributario. La causa è quindi temporaneamente ferma, in attesa che la contribuente completi la procedura di sanatoria con il Fisco.
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Definizione agevolata liti pendenti: il processo si ferma
Un contribuente, socio di una società, ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori redditi. Durante il processo in Cassazione, ha presentato istanza di adesione alla **definizione agevolata liti pendenti**. A seguito di una nuova norma che impone la sospensione del giudizio in questi casi, la Corte ha 'congelato' il processo. La causa è quindi temporaneamente ferma per consentire al contribuente di completare la procedura di pace fiscale con l'Agenzia delle Entrate. Il provvedimento non decide chi ha ragione, ma si limita a fermare il contenzioso in attesa dell'esito della definizione agevolata.
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Causa vinta con la prima rata: estinzione del giudizio per definizione agevolata
Un contribuente impugna alcuni avvisi di accertamento per tasse sui rifiuti (TARSU/TIA) emessi da un Comune. Mentre la causa è pendente in Cassazione, aderisce a una sanatoria fiscale. La Corte Suprema chiarisce un punto fondamentale: per ottenere l'estinzione del giudizio per definizione agevolata è sufficiente il pagamento della prima o unica rata. Non serve attendere il saldo dell'intero debito rateizzato. Di conseguenza, il processo si chiude immediatamente, rendendo inefficaci le sentenze precedenti. Il contribuente vince la causa, che viene dichiarata estinta, e le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: l’errore non blocca
Una società contribuente e l'amministrazione finanziaria erano in lite riguardo alla deducibilità dei canoni di un leasing immobiliare. Durante il giudizio in Cassazione, l'azienda ha presentato istanza per la definizione agevolata delle liti pendenti, versando l'importo dovuto. L'ufficio fiscale aveva notato un'inesattezza nel numero identificativo dell'avviso di accertamento riportato nei documenti. La Suprema Corte ha stabilito che tale inesattezza costituisce un mero errore materiale, in quanto gli altri elementi identificativi confermavano inequivocabilmente la pratica corretta. Constatato il regolare pagamento e l'assenza di un diniego formale, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che la definizione agevolata delle liti pendenti si perfeziona con la semplice presentazione della domanda e il pagamento, favorendo la rapida chiusura dei contenziosi tributari.
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Annullamento automatico carichi affidati: i limiti locali
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa alla tassa automobilistica, sostenendo l'avvenuto **annullamento automatico carichi affidati** per debiti inferiori a mille euro, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. Sebbene la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado avesse accolto la tesi del contribuente, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Gli Ermellini hanno chiarito che, per i tributi locali e regionali, l'annullamento del capitale non è automatico ma dipende da un'espressa delibera dell'ente territoriale. In assenza di tale atto, lo stralcio opera solo su sanzioni e interessi. La sentenza è stata cassata con rinvio poiché il giudice d'appello non ha verificato se l'ente regionale avesse effettivamente aderito alla procedura di annullamento integrale del debito.
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Appello tardivo: la Cassazione sui nuovi termini
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società contribuente contro una sentenza che aveva dichiarato un appello tardivo. Il nodo centrale riguardava il calcolo della sospensione straordinaria dei termini prevista dalla tregua fiscale. La Corte ha stabilito che la proroga della sospensione da nove a undici mesi, introdotta dal D.L. 34/2023, è applicabile se interviene mentre il termine per impugnare è ancora pendente. Poiché la notifica dell'appello era avvenuta entro il nuovo termine prorogato, l'impugnazione deve considerarsi tempestiva, annullando la precedente decisione di inammissibilità.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza relativa alla revoca delle agevolazioni prima casa per un immobile ritenuto di lusso. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di **definizione agevolata** ai sensi della Legge di Bilancio 2023, fornendo prova del pagamento degli importi dovuti. La Corte di Cassazione ha preso atto della regolarizzazione della posizione fiscale e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società in liquidazione giudiziale ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a tributi locali, contestando la rettifica del valore imponibile di alcuni terreni. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, il contribuente ha richiesto di accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, verificato il corretto deposito della domanda e il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che il perfezionamento della pace fiscale prevale sulla prosecuzione della lite.
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Definizione agevolata: stop alle liti ICI in Cassazione
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo alla rettifica del valore di un terreno edificabile. La controversia verteva sulla possibilità di applicare i valori definiti in un precedente accertamento con adesione anche alle annualità successive. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento della prima rata. La Suprema Corte, verificata la regolarità della domanda e del versamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che tale procedura prevale sulle decisioni non ancora passate in giudicato.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta ICI su un terreno, contestando il valore attribuito dal Comune. Dopo le sentenze di merito sfavorevoli, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la ricorrente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, depositando la domanda e pagando la prima rata. La Suprema Corte, verificato il perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione liti in Cassazione
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo a presunte omesse ritenute su interessi corrisposti a soggetti non residenti. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al versamento degli importi richiesti. La Suprema Corte, verificata la regolarità della procedura e il deposito della documentazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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