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D.L. 183/2020

6 provvedimenti

Sospensione della prescrizione: salvi i crediti degli enti
Un debitore ha contestato la richiesta di pagamento di contributi previdenziali e assistenziali notificata tramite intimazione. I giudici territoriali hanno accolto la tesi del cittadino, dichiarando estinto il debito per decorso dei cinque anni e applicando una sospensione ridotta dei termini. Gli enti creditori e l'agente della riscossione hanno impugnato la pronuncia davanti alla Corte di Cassazione. I giudici supremi hanno ribaltato la decisione, stabilendo che all'intimazione di pagamento si applica la sospensione della prescrizione per l'intero periodo di emergenza pari a 542 giorni, ai sensi della disciplina speciale sulla riscossione. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso degli enti creditori, annullando la sentenza impugnata.
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Sospensione prescrizione contributi: guida legale
La Corte d'Appello ha stabilito che la sospensione prescrizione contributi legata all'emergenza pandemica, per un totale di 311 giorni, deve essere aggiunta al termine quinquennale ordinario. Nel caso analizzato, il ricorso di un professionista è stato rigettato poiché il credito dell'Istituto previdenziale non era prescritto e l'opposizione agli avvisi di addebito era stata presentata oltre i termini perentori di legge.
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Prescrizione contributi previdenziali: guida al caso
La Corte d'Appello di Milano ha respinto il ricorso di un contribuente che eccepiva la prescrizione contributi previdenziali per l'anno 2016. Nonostante la concessione della remissione in termini per un errore tecnico nel deposito, il tribunale ha stabilito che il termine non era decorso grazie alle sospensioni normative COVID e a un atto interruttivo regolarmente notificato.
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Giurisdizione TSAP: quando si applica alle opere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6801/2024, ha chiarito i confini della giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP). Il caso riguardava l'impugnazione di un progetto di variante stradale, comprensivo di un ponte, da parte di un gruppo di cittadini. La Corte ha stabilito che la giurisdizione TSAP si applica solo alle opere che interferiscono direttamente e immediatamente con il regime delle acque pubbliche, come il ponte, escludendo il resto della viabilità. La sentenza ha quindi confermato la divisione della giurisdizione con il giudice amministrativo (TAR) e ha respinto il ricorso principale, accogliendo parzialmente un ricorso incidentale relativo alle spese legali.
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Ricognizione di debito: accesso agli atti non la prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di un contribuente di accedere agli atti per visionare una cartella di pagamento non costituisce una ricognizione di debito. Di conseguenza, tale richiesta non interrompe la prescrizione. La valutazione se un atto integri o meno un riconoscimento del debito è un'indagine di fatto, riservata al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata. Il ricorso dell'Agenzia di Riscossione è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Indebito previdenziale: quando non va restituito
Una vedova riceve una pensione di reversibilità superiore al dovuto. L'ente previdenziale ne chiede la restituzione dopo anni. La Corte d'Appello stabilisce che l'ente perde il diritto al recupero per le somme relative agli anni per cui ha agito oltre i termini di decadenza previsti dalla legge. La sentenza chiarisce che il recupero dell'indebito previdenziale è possibile solo se l'ente agisce tempestivamente, altrimenti le somme non sono più ripetibili.
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