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Direttiva n. 2008/95/CE

9 provvedimenti

Royalties valore doganale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32617/2024, ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio su merci importate devono essere incluse nel valore doganale se il pagamento è una "condizione di vendita", anche implicita. Nel caso esaminato, un importatore di abbigliamento di un noto marchio non aveva incluso le royalties nel valore dichiarato. La Corte ha dato ragione all'Agenzia delle Dogane, ritenendo che il controllo del licenziante sulla qualità e produzione dei beni, volto a tutelare l'immagine del marchio, fosse sufficiente a configurare tale condizione. È stato inoltre respinto l'argomento del giudicato esterno, poiché ogni importazione costituisce un'obbligazione doganale autonoma.
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Valore doganale e royalties: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'utilizzo di un marchio su merci importate devono essere incluse nel calcolo del valore doganale se il licenziante esercita un controllo, anche indiretto, sul produttore o sull'importatore. Secondo la Corte, questo controllo, che può manifestarsi anche attraverso la tutela dell'immagine del marchio e standard qualitativi, rende il pagamento delle royalties una 'condizione di vendita'. La sentenza cassa la decisione di merito che aveva escluso tale inclusione, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questo principio, fondamentale per determinare il corretto valore doganale.
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Valore in dogana e royalties: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per includere le royalties nel valore in dogana delle merci importate. Con la sentenza 32597/2024, si stabilisce che il pagamento è una 'condizione di vendita' quando il licenziante esercita un controllo, anche indiretto, sulla produzione o vendita, a prescindere da un legame diretto con il venditore. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva escluso tale inclusione, rinviando per una nuova valutazione basata su un'analisi sostanziale degli accordi contrattuali.
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Valore in dogana: quando includere le royalties
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate da un'azienda importatrice al titolare del marchio devono essere incluse nel valore in dogana dei beni. Ciò avviene se il titolare del marchio esercita un controllo sull'importatore che va oltre la semplice verifica della qualità, rendendo di fatto il pagamento delle royalties una "condizione di vendita". La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito per non aver analizzato a fondo il contratto di licenza per verificare l'esistenza di tale controllo, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Valore doganale: quando le royalties vanno incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties corrisposte per l'utilizzo di un marchio devono essere incluse nel valore doganale delle merci importate quando il titolare del marchio esercita un controllo sul produttore o sull'importatore che va oltre la semplice verifica della qualità. Se il pagamento delle royalties è una condizione essenziale per la vendita e l'importazione, esso diventa parte integrante del valore imponibile ai fini di dazi e IVA.
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Valore in dogana royalties: il controllo del licensor
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 846/2025, ha stabilito che le royalties pagate al titolare di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana delle merci importate se il licenziante esercita un controllo effettivo, diretto o indiretto, sull'intera filiera produttiva. Annullando la decisione dei giudici di merito, la Corte ha chiarito che non è sufficiente un mero controllo sulla qualità, ma è determinante il "potere di orientamento" che rende il pagamento delle royalties una condizione imprescindibile per la vendita dei beni. L'analisi del valore in dogana royalties deve quindi considerare la sostanza dei rapporti contrattuali.
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Valore in dogana: quando le royalties sono incluse
La Cassazione chiarisce che per determinare il valore in dogana delle merci importate, si devono includere le royalties pagate al titolare del marchio se quest'ultimo esercita un controllo, anche indiretto, sulla produzione. L'analisi delle clausole contrattuali è decisiva per stabilire se il pagamento sia una 'condizione di vendita', a prescindere da un mero controllo qualità.
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Valore in dogana: quando le royalties si includono
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana delle merci importate se il titolare del marchio (licenziante) esercita un controllo pervasivo sulla produzione e commercializzazione. Analizzando un contratto di licenza, la Corte ha ritenuto che il potere di orientamento del licenziante rendesse il pagamento delle royalties una 'condizione di vendita' implicita, superando la decisione dei giudici di merito che avevano escluso tale importo dal calcolo dei dazi doganali.
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Valore doganale royalties: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1780/2025, affronta una complessa questione sul corretto calcolo del valore doganale. Il caso riguarda un'azienda importatrice a cui l'Agenzia delle Dogane aveva contestato l'omessa inclusione di royalties, commissioni d'acquisto e costi tecnici. La Corte ha stabilito che le royalties devono essere incluse nel valore doganale se il licenziante esercita un controllo sulla produzione, anche indiretto. Ha invece ritenuto che le commissioni pagate a un agente dello stesso gruppo non vadano incluse, qualificandole come commissioni d'acquisto. Infine, ha accolto il motivo sulla sproporzione delle sanzioni, affermando che il giudice deve poterle adeguare alla gravità della violazione, disapplicando la norma nazionale se contrasta con il diritto europeo.
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