Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il compenso per la specializzazione medica frequentata tra il 1983 e il 1991, in seguito alla tardiva attuazione di direttive europee. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3294/2024, ha parzialmente accolto le loro richieste. Ha stabilito che il diritto al compenso sussiste per le specializzazioni che, pur non essendo formalmente elencate, sono direttamente corrispondenti a quelle previste dalle normative UE (come Igiene e Oftalmologia). Per altre specializzazioni, invece, il diritto è stato negato perché i medici non avevano fornito in giudizio la prova concreta della loro equipollenza a corsi riconosciuti a livello comunitario.
Continua »