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Direttiva 99/70/CE

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47 provvedimenti

Rinnovo tacito incarico: quando non è dovuto il compenso
Una specialista medica ha continuato a svolgere le sue funzioni di responsabile di branca anche dopo la scadenza formale del suo incarico. Un nuovo accordo collettivo aveva però abolito la possibilità di un rinnovo tacito incarico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, negando il diritto della dottoressa a percepire l'indennità specifica. La Corte ha stabilito che, in assenza di un titolo contrattuale valido, non sorge alcun diritto alla remunerazione, poiché il rapporto di lavoro autonomo convenzionato non gode della tutela prevista per il lavoro di fatto subordinato.
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Abuso contratti a termine: docenti e risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20274/2025, ha stabilito che la reiterazione di contratti a termine per i docenti di religione per oltre tre anni scolastici, senza un concorso, costituisce un abuso contratti a termine. Sebbene non dia diritto alla conversione del rapporto in tempo indeterminato, l'abuso fonda il diritto del docente a ottenere un risarcimento del danno, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto legittima tale pratica.
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Assegno di sede docenti: sì alla parità di trattamento
Una docente precaria all'estero chiedeva lo stesso assegno di sede dei colleghi di ruolo. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che non esistono ragioni oggettive per una disparità di trattamento economico e che l'indennità spetta in egual misura, cassando la decisione della Corte d'Appello.
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Abuso contratti a termine: risarcimento per docenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la reiterazione di contratti a tempo determinato per i docenti di religione, protratta per oltre un triennio, costituisce un abuso. Sebbene non sia prevista la conversione del rapporto in tempo indeterminato, i docenti hanno diritto al risarcimento del danno per l'illegittimo utilizzo della contrattazione a termine da parte del Ministero dell'Istruzione. La Corte ha cassato la precedente sentenza d'appello, che aveva negato tale diritto, e ha rinviato il caso per una nuova valutazione del risarcimento dovuto.
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Assegno di sede: stop alla discriminazione docenti
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 13/07/2025, ha stabilito che negare l'assegno di sede ai docenti con contratto a tempo determinato che lavorano all'estero costituisce una discriminazione illegittima. La Corte ha accolto il ricorso di una docente, affermando che non esistono ragioni oggettive per un trattamento economico differente rispetto ai colleghi di ruolo, in linea con la direttiva europea sul lavoro a tempo determinato. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Servizio preruolo docenti: vale per la mobilità?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il servizio svolto dai docenti con contratti a tempo determinato (servizio preruolo) deve essere conteggiato nel quinquennio obbligatorio di permanenza su posto di sostegno, necessario per la mobilità professionale. La sentenza ribadisce che escludere tale anzianità costituisce una discriminazione vietata dalla normativa europea, in assenza di ragioni oggettive che giustifichino un trattamento differente rispetto ai docenti di ruolo.
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Progressione stipendiale ATA: parificazione confermata
Un collaboratore scolastico, dopo anni di contratti a termine e successiva stabilizzazione, ha agito in giudizio per il riconoscimento della progressione stipendiale personale ATA. La Corte di Cassazione ha cassato con rinvio la decisione di merito per omessa pronuncia, non avendo la Corte d'Appello valutato la domanda di parificazione stipendiale basata sul principio di non discriminazione UE, ma solo quella relativa a vecchi scatti biennali. La Suprema Corte ha ribadito che la richiesta di piena progressione economica è autonoma e fondata sulla direttiva 99/70/CE, imponendo il riconoscimento dell'intera anzianità maturata anche al personale a tempo determinato.
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