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Direttiva 987/80/CEE

5 provvedimenti

Fondo di Garanzia INPS: TFR dovuto anche dopo l’affitto d’azienda
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando il diritto di un lavoratore a ricevere il TFR dal Fondo di Garanzia INPS. Il lavoratore, dopo un periodo di affitto di ramo d'azienda, era tornato alle dipendenze del datore di lavoro originario a seguito di retrocessione. Successivamente, quest'ultimo era fallito, determinando la cessazione del rapporto di lavoro. La Suprema Corte ha chiarito che il Fondo di Garanzia INPS deve intervenire poiché l'insolvenza si è verificata in capo al datore di lavoro effettivo al momento della cessazione del rapporto, escludendo la responsabilità solidale dell'affittuaria tornata in bonis.
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Fondo di Garanzia INPS: quando non copre il TFR
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a pagare il TFR maturato da un lavoratore presso un'azienda (cedente) poi fallita, qualora il rapporto di lavoro sia proseguito senza interruzioni con un'altra azienda (cessionaria) rimasta solvente. La Corte ha chiarito che l'obbligo di intervento del Fondo sorge solo in caso di insolvenza del datore di lavoro esistente al momento in cui il credito per TFR diventa esigibile, cioè alla cessazione del rapporto di lavoro.
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Fondo di garanzia TFR: no intervento in cessione
La Corte di Cassazione stabilisce che il Fondo di garanzia TFR non è tenuto a intervenire per il pagamento del Trattamento di Fine Rapporto maturato con l'azienda cedente, qualora un accordo sindacale abbia escluso la solidarietà dell'azienda cessionaria e il rapporto di lavoro sia proseguito con quest'ultima. La decisione si fonda sulla distinzione tra il rapporto di lavoro e quello previdenziale, rendendo l'accordo inopponibile all'ente previdenziale.
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Fondo Garanzia INPS: esclusi i crediti rinunciati
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30835/2024, ha stabilito che il Fondo Garanzia INPS non è tenuto a intervenire per pagare TFR e retribuzioni se i lavoratori, a seguito di un trasferimento d'azienda, hanno stipulato un accordo sindacale rinunciando a tali crediti nei confronti del nuovo datore di lavoro solvente. La Corte ha chiarito che l'accordo sindacale non è opponibile all'INPS, il cui rapporto con il lavoratore è autonomo rispetto a quello di lavoro. La rinuncia volontaria a far valere i propri diritti contro un soggetto solvibile interrompe il nesso causale che giustifica l'intervento del fondo, la cui finalità è tutelare dall'insolvenza, non dalle scelte del lavoratore.
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Fondo di garanzia: no al pagamento con cessione d’azienda
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di garanzia dell'INPS non è tenuto a corrispondere le ultime mensilità di retribuzione a un lavoratore il cui datore di lavoro originario sia fallito dopo aver ceduto l'azienda, se il rapporto di lavoro è proseguito con il nuovo acquirente. Anche in presenza di un accordo sindacale che escluda la responsabilità solidale dell'acquirente per i debiti pregressi, tale pattuizione privata non può estendere gli obblighi del Fondo, il cui intervento è previsto solo in caso di insolvenza del datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto, non di un ex datore di lavoro.
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