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Direttiva 97/81/CE

16 provvedimenti

Part-time nel pubblico impiego: diritti e limiti dei tagli
Alcuni dipendenti sanitari avevano ottenuto la trasformazione del contratto in part-time nel pubblico impiego. Successivamente, l'Azienda Sanitaria ha avviato una revisione unilaterale dei contratti citando la normativa del 2010. L'ente ha adottato delibere programmatiche entro il termine di 180 giorni, ma ha rinviato le decisioni sui singoli contratti. I lavoratori hanno impugnato il provvedimento sostenendo la decadenza del potere datoriale per il superamento del termine. La Corte di Cassazione, rilevando decisioni contrastanti della propria giurisprudenza sull'interpretazione perentoria o flessibile dei 180 giorni stabiliti per la rivisitazione delle concessioni, ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per garantire un orientamento unitario.
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Scatti di anzianità: spettano anche per il lavoro a termine
Una lavoratrice ha chiesto il riconoscimento dei periodi di lavoro svolti con contratti a termine e a tempo parziale ai fini del calcolo per gli scatti di anzianità. L'Azienda ha opposto ricorso sostenendo che la dipendente avesse rinunciato a tali pretese in sede di conciliazione e che il minor orario o la frammentazione del rapporto riducessero l'anzianità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso datoriali. La Suprema Corte ha stabilito che i periodi di lavoro a termine e part-time devono essere calcolati interamente per gli scatti di anzianità, nel rispetto del principio di non discriminazione. La rinuncia passata non impedisce di valorizzare l'anzianità pregresso per gli scatti futuri e la prescrizione dei crediti non decorre in costanza di rapporto privo di tutela reale. L'Azienda è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Minimale contributivo edile: più part-time, contributi pieni
Un'impresa edile ha assunto lavoratori part-time oltre il limite consentito dal contratto collettivo. L'Ente Previdenziale ha quindi ricalcolato i versamenti dovuti applicando il 'minimale contributivo nel settore edile', come se i lavoratori in eccesso fossero a tempo pieno. L'azienda ha contestato la richiesta, ma la Corte di Cassazione le ha dato torto. I giudici hanno stabilito che la legge che impone questo ricalcolo è inderogabile. Il contratto collettivo può fissare i limiti numerici per i part-time, ma non può modificare la sanzione contributiva prevista dalla legge in caso di violazione. Di conseguenza, l'azienda deve pagare i contributi pieni.
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Cessazione materia del contendere: la Rottamazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un caso riguardante contributi previdenziali non versati. La società ricorrente, durante il giudizio, ha aderito alla "rottamazione ter", pagando integralmente il debito e rinunciando al ricorso. La Corte ha stabilito che l'adesione a una definizione agevolata e il conseguente pagamento estinguono il giudizio, poiché viene a mancare l'oggetto stesso della disputa.
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Rifiuto modifica orario: licenziamento illegittimo
Una lavoratrice part-time viene licenziata dopo aver respinto una modifica del suo orario di lavoro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30093/2023, ha stabilito che il licenziamento per rifiuto modifica orario è illegittimo se il datore di lavoro non prova l'impossibilità di ricollocare la dipendente. Il semplice rifiuto non è una causa sufficiente per il recesso, poiché spetta all'azienda dimostrare le esigenze organizzative e l'assenza di alternative praticabili. La sentenza è stata annullata e il caso rinviato per un nuovo esame.
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Licenziamento lavoratore part-time: limiti e oneri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29337/2023, ha chiarito i principi relativi al licenziamento lavoratore part-time che rifiuta la trasformazione del rapporto in full-time. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato nullo il licenziamento, specificando che il giudice non deve sindacare la scelta imprenditoriale, ma verificare se il datore di lavoro ha provato l'impossibilità di utilizzare diversamente la prestazione del lavoratore (principio dell'extrema ratio) e se il motivo ritorsivo era l'unica e determinante causa del recesso.
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Magistratura onoraria: tutele alle Sezioni Unite
Due giudici onorari hanno richiesto il riconoscimento del loro rapporto di lavoro come subordinato, con le relative tutele previdenziali e retributive. Dopo il rigetto in appello, la Corte di Cassazione, vista la complessità del caso e il conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La questione sulla tutela della magistratura onoraria è stata rimessa alle Sezioni Unite per una decisione di principio che chiarisca quale giudice sia competente e definisca lo status di questi lavoratori.
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Discriminazione part-time e anzianità: il caso in esame
Una lavoratrice part-time ha contestato il metodo di calcolo dell'anzianità di servizio, ritenendolo causa di discriminazione part-time. I giudici di merito le hanno dato ragione. La questione è giunta in Cassazione, ma l'organo giurisdizionale ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, senza entrare nel merito della questione. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini procedurali per poter far valere le proprie ragioni in giudizio.
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Comporto part-time verticale: no alla riduzione
Un lavoratore con contratto part-time verticale è stato licenziato per superamento del periodo di comporto, calcolato dall'azienda in modo proporzionalmente ridotto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il licenziamento illegittimo. Ha statuito che, in assenza di una specifica previsione del contratto collettivo nazionale, il periodo di comporto per un lavoratore in part-time verticale non può essere ridotto e deve essere uguale a quello di un lavoratore a tempo pieno, in applicazione del principio di non discriminazione.
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Contratto part time: senza forma scritta è full time
La Corte di Cassazione conferma che, in assenza di un contratto part time in forma scritta, il rapporto di lavoro si presume a tempo pieno. In un caso riguardante un operaio agricolo, i giudici hanno stabilito che spetta al datore di lavoro l'onere di provare l'esistenza di un accordo per un orario ridotto. La semplice affermazione di aver corrisposto una retribuzione per un numero di ore inferiore a quelle del full time non è sufficiente a superare la presunzione di un rapporto di lavoro a tempo pieno, con conseguente obbligo di pagare le differenze retributive.
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Discriminazione part-time e anzianità di servizio
Una lavoratrice part-time si vede negata una promozione a favore di un collega a tempo pieno a causa di un calcolo ridotto della sua anzianità di servizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la riduzione automatica dell'anzianità basata sull'orario di lavoro costituisce una discriminazione part-time diretta e, dato che il lavoro a tempo parziale è scelto prevalentemente da donne, anche una discriminazione indiretta di genere. L'onere di provare che più ore lavorate equivalgono a maggiore esperienza spetta al datore di lavoro.
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Revoca part time PA: la Cassazione chiarisce i limiti
Una dipendente pubblica ha contestato la decisione dell'amministrazione di revocare il suo contratto di lavoro a tempo parziale, ripristinando quello a tempo pieno. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento, chiarendo che la revoca del part time, ai sensi della L. 183/2010, è valida se fondata su comprovate esigenze organizzative e gestionali e se attuata nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, come la concessione di un congruo preavviso.
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Divisore orario e discriminazione part-time: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società concessionaria autostradale per aver applicato un divisore orario meno favorevole a un lavoratore part-time turnista rispetto ai colleghi a tempo pieno. La sentenza ribadisce il fondamentale principio di non discriminazione part-time, secondo cui la retribuzione oraria deve essere calcolata in modo equo, indipendentemente dall'orario ridotto. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso dell'azienda, inclusa l'eccezione di prescrizione, affermando che il termine decorre dalla fine del rapporto di lavoro.
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Indennità di esclusività: legittima la riduzione?
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della riduzione proporzionale dell'indennità di esclusività per un dirigente medico con rapporto di lavoro a orario ridotto. La Corte ha ribaltato la decisione del tribunale di primo grado, affermando che tale indennità, avendo natura retributiva e essendo legata alla prestazione lavorativa, può essere riparametrata in base al principio 'pro rata temporis' senza violare il divieto di discriminazione.
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Discriminazione part-time: no a carriera più lenta
La Corte di Cassazione ha stabilito che negare a una lavoratrice part-time la stessa progressione di carriera prevista per i colleghi a tempo pieno costituisce una forma di discriminazione part-time. La sentenza analizzata chiarisce che la progressione di carriera rientra tra le "condizioni di impiego" tutelate dal principio di non discriminazione di derivazione europea. Di conseguenza, un'interpretazione del contratto collettivo che escluda i lavoratori part-time dagli avanzamenti di livello automatici, basandosi sulla presunzione di una minore professionalità acquisita, è illegittima. La Corte ha cassato la decisione precedente, affermando il diritto della lavoratrice al corretto inquadramento e alle relative differenze retributive.
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Congedo straordinario part time: quando è negato?
Una lavoratrice con contratto part-time verticale ciclico si è vista negare il congedo straordinario per assistere un familiare. Il Tribunale ha confermato la decisione dell'ente previdenziale, stabilendo che per la fruizione frazionata del congedo è indispensabile l'effettiva ripresa del lavoro tra un periodo e l'altro. Poiché la richiesta è avvenuta durante una pausa contrattuale, mancava il presupposto della sospensione di un'attività lavorativa in essere. La sentenza chiarisce quindi le regole per il congedo straordinario part time.
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