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Direttiva 96/92/CE

9 provvedimenti

Proroga delle concessioni idroelettriche: no agli automatismi
Una società energetica ha impugnato il diniego della Regione di prolungare la durata di una concessione idroelettrica di grande derivazione. La società sosteneva che l'adesione al regime dello "spalma-incentivi" (con riduzione dell'incentivo e allungamento di sette anni del periodo incentivante) comportasse l'automatica proroga delle concessioni idroelettriche. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso. La Corte ha chiarito che la normativa sugli incentivi regola esclusivamente i benefici economici e non incide sulla durata delle concessioni idriche. Queste ultime richiedono procedure di gara pubbliche e trasparenti, in linea con i principi europei di concorrenza e temporaneità. Pertanto, non esiste alcuna automatica proroga delle concessioni idroelettriche legata al regime degli incentivi.
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Proroga concessioni idroelettriche: incentivi sì, rinnovo no
L'Azienda energetica ha impugnato il rifiuto della Regione di estendere la durata della concessione per un impianto idroelettrico. L'Azienda sosteneva che l'adesione al regime dello "spalma-incentivi" comportasse l'automatica proroga concessioni idroelettriche per ulteriori sette anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la rimodulazione degli incentivi economici non incide sulla durata temporale delle concessioni d'uso delle acque pubbliche. Una proroga automatica violerebbe i principi europei di concorrenza e temporaneità delle concessioni energetiche, che richiedono procedure di gara pubbliche e trasparenti. Di conseguenza, l'Azienda perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Proroga delle concessioni idroelettriche: no agli automatismi
La Società ha impugnato il diniego della Regione di estendere la durata della concessione di derivazione d'acqua per un impianto idroelettrico. La Società sosteneva che l'adesione al regime dello "spalma-incentivi" comportasse la proroga automatica della concessione. Le Sezioni Unite hanno rigettato il ricorso, stabilendo che la proroga delle concessioni idroelettriche non è automatica. La normativa sugli incentivi regola solo i benefici economici e non incide sulla durata del titolo concessorio. Un'estensione automatica violerebbe i principi europei di concorrenza e temporaneità delle concessioni pubbliche. La Società perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Proroga concessioni idroelettriche: stop ai rinnovi automatici
Una società energetica ha impugnato il diniego della Regione Lombardia circa la proroga di una concessione di grande derivazione idrica per un impianto idroelettrico. La società sosteneva che l'adesione al regime di "spalma-incentivi", che allunga di sette anni l'erogazione dei sussidi ridotti, comportasse l'automatica proroga concessioni idroelettriche. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso. La Corte ha chiarito che la rimodulazione degli incentivi economici non incide sulla durata della concessione d'uso del bene pubblico. Estendere automaticamente la concessione violerebbe i principi europei di concorrenza e temporaneità delle concessioni pubbliche, che impongono procedure di gara trasparenti alla scadenza.
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Proroga concessione: no al rinnovo senza gara
Una società chimica si è vista negare la proroga di una concessione idroelettrica richiesta sulla base di una legge del 1982. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che si applica la normativa più recente (D.Lgs. 79/1999), la quale ha abrogato la precedente e impone procedure di gara pubblica per l'assegnazione. La Corte ha ribadito il principio del 'tempus regit actum', secondo cui la legittimità di un atto amministrativo si valuta in base alla legge in vigore al momento della sua adozione, non della richiesta iniziale, escludendo qualsiasi diritto acquisito al rinnovo automatico.
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Accise gas siderurgici: la Cassazione sulla tassazione
Una società siderurgica contestava l'applicazione delle accise sui gas di processo (gas siderurgici) riutilizzati per produrre energia elettrica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali gas sono correttamente assoggettati a tassazione, in quanto il loro impiego come combustibile ne determina la classificazione come prodotto energetico. La base imponibile si calcola sul volume e non sul potere calorifico, respingendo la richiesta della società di ricalcolare l'imposta. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per motivazione carente su altre questioni subordinate, rinviando il caso per un nuovo esame su tali punti.
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Esenzione accise energia: ricorso inammissibile
Una società produttrice di energia si è opposta a un avviso di pagamento che negava l'esenzione accise energia per la fornitura alle sue consorziate. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, ha fatto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito, ma a causa della rinuncia al giudizio da parte della società, che nel frattempo aveva stipulato un accordo di ristrutturazione dei debiti. Tale rinuncia ha determinato una carenza di interesse alla decisione.
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Esenzione Accise Energia: No ai soci della cooperativa
Una cooperativa che produce energia elettrica la forniva ai propri soci, ritenendo di poter beneficiare dell'esenzione dalle accise. L'Agenzia delle Dogane ha contestato questa applicazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 1349/2024, ha confermato la posizione dell'Agenzia per gli anni 2010-2012, stabilendo che l'esenzione accise energia spetta solo per l'energia auto-consumata dal produttore stesso e non per quella ceduta a terzi, inclusi i soci. La Corte ha inoltre precisato che la legge del 2016, che estende il beneficio, non ha efficacia retroattiva.
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Esenzione accise energia: no per i soci cooperatori
Una società cooperativa, produttrice di energia da fonti rinnovabili, si è vista negare l'esenzione accise energia per l'elettricità fornita ai propri soci. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il beneficio fiscale si applica solo all'energia autoconsumata direttamente dall'impresa produttrice. La cessione ai soci, considerati soggetti giuridici terzi, costituisce una fornitura soggetta a tassazione. La Corte ha inoltre chiarito che la legge del 2016 che estende il beneficio non è retroattiva.
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