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Direttiva 77/388/CE

5 provvedimenti

Territorialità IVA: consulenza estera batte pretese del Fisco
Una società di ricerca farmaceutica italiana ha svolto attività per consociate estere senza applicare l'imposta, qualificando le prestazioni come consulenze non soggette a tassazione in Italia. L'Amministrazione Finanziaria ha invece contestato l'operazione, ritenendo si trattasse di servizi scientifici imponibili in Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che le prestazioni erano semplici consulenze su brevetti rimasti di proprietà delle committenti estere. I giudici hanno chiarito che, sebbene l'onere della prova per le deroghe spetti al contribuente, la società ha dimostrato la natura dei servizi tramite perizia asseverata, mentre l'ufficio non ha fornito prove contrarie. Di conseguenza, viene confermata l'esclusione d'imposta per carenza del requisito di territorialità IVA.
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Deducibilità costi: la Cassazione sul contraddittorio
Una società nel settore motoristico contesta un accertamento fiscale che nega la deducibilità di costi per sponsorizzazioni, consulenze e leasing di auto. La Corte di Cassazione respinge il motivo relativo alla violazione del contraddittorio per gli accertamenti "a tavolino", ma accoglie il ricorso nel punto in cui l'Agenzia delle Entrate aveva modificato le ragioni della pretesa in corso di causa. Il caso viene rinviato per un nuovo esame sulla base della corretta deducibilità costi aziendali.
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IVA su accise energia: quando è dovuta l’imposta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24139/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di IVA su accise energia. L'imposta sul valore aggiunto non è dovuta sulle accise per la fornitura di energia elettrica se il fornitore non ha effettivamente trasferito tale costo sul consumatore finale. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate richiedeva a una società energetica il pagamento dell'IVA su accise non versate, ma la Corte ha respinto la pretesa, sottolineando che l'onere della prova della traslazione dell'imposta grava sull'Amministrazione finanziaria.
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Autodichiarazione aiuti di Stato: prova per rimborso
Un professionista ha richiesto un rimborso fiscale per gli anni 1990-1992, in quanto vittima di una calamità naturale. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo le regole sull'autodichiarazione aiuti di Stato. La Corte ha stabilito che, sebbene l'autodichiarazione sia una prova ammissibile per dimostrare di non aver superato la soglia 'de minimis' prima dell'istituzione del registro nazionale, essa deve riferirsi al corretto triennio (in questo caso 2001-2003, non 1990-1992) e rispettare le forme procedurali. La dichiarazione presentata dal contribuente è stata quindi ritenuta irrilevante.
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Definizione agevolata: i limiti temporali per i ruoli
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui requisiti per accedere alla definizione agevolata. Confermato che l'amnistia fiscale si applica solo ai debiti i cui ruoli sono stati consegnati all'agente di riscossione entro la data limite prevista dalla legge. La Corte ha inoltre ribadito che i debiti IVA sono esclusi da tale beneficio, in conformità con il diritto dell'Unione Europea. La decisione distingue nettamente tra partite ammissibili e non ammissibili, basandosi su criteri temporali e sulla natura del tributo.
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