LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Direttiva 2024/1260/UE

0 provvedimenti

Sequestro preventivo terzo proprietario: buona fede non basta
Un'azienda, proprietaria di un autocarro, subisce un sequestro preventivo dopo che il veicolo, dato in uso a un'altra società, viene utilizzato per il trasporto illecito di rifiuti. L'azienda proprietaria ricorre in Cassazione, sostenendo la sua totale estraneità ai fatti e la sua buona fede. La Corte Suprema, tuttavia, dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito un principio fondamentale: il ricorso contro il sequestro preventivo del terzo proprietario è limitato. Il proprietario può solo dimostrare la sua titolarità del bene e la sua buona fede (cioè l'assenza di colpa o negligenza), ma non può contestare l'esistenza del reato o il pericolo che ha giustificato il sequestro. Poiché l'azienda ha basato il ricorso su argomenti non ammessi, ha perso la causa.
Continua »
Concessioni demaniali: la Cassazione sul sequestro
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di uno stabilimento balneare operante sulla base di proroghe automatiche delle concessioni demaniali. La sentenza chiarisce che tali proroghe sono incompatibili con il diritto dell'Unione Europea, rendendo l'occupazione del suolo demaniale abusiva. Viene inoltre affermato il diritto del terzo interessato a contestare pienamente i presupposti del sequestro, inclusi fumus e periculum.
Continua »
Diritto di difesa del terzo e confisca: il caso alle SU
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una confisca di prevenzione a carico di un soggetto e dei suoi familiari, considerati intestatari fittizi dei beni. Rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale, la Corte ha rimesso alle Sezioni Unite la decisione sulla portata del diritto di difesa del terzo: può questi contestare solo la titolarità fittizia del bene o anche i presupposti della misura applicata al soggetto principale, come la sua pericolosità sociale? La futura sentenza definirà un principio fondamentale in materia.
Continua »
Credito da fatto illecito: ammissione al passivo
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione chiariscono un importante contrasto giurisprudenziale sul 'credito da fatto illecito' nelle procedure di prevenzione. Una vittima di furto si era vista negare l'ammissione del proprio credito al risarcimento del danno al passivo dei beni sequestrati al reo, poiché la sentenza di condanna era successiva al sequestro. La Corte ha stabilito che, per l'ammissione, rileva l'anteriorità del fatto illecito generatore del diritto, non l'anteriorità della sentenza che lo accerta. L'accertamento giudiziale può quindi avvenire dopo il sequestro, purché entro i termini per la presentazione della domanda. Diversamente, il credito per le spese legali, sorgendo solo con la sentenza, deve essere liquidato in una decisione anteriore al sequestro per poter essere ammesso.
Continua »
Sequestro preventivo terzo: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato contro un sequestro preventivo di una somma di denaro. Il ricorrente, parente degli indagati per riciclaggio, contestava la misura cautelare sotto vari profili, inclusa la mancanza di prove del reato presupposto. La Corte ha ribadito che il terzo estraneo al reato non può contestare il 'fumus commissi delicti' o il 'periculum in mora', ma deve limitarsi a dimostrare la propria effettiva titolarità del bene e la sua totale estraneità ai fatti illeciti contestati agli indagati.
Continua »
Confisca per equivalente: Cassazione, stop alla solidarietà
Le Sezioni Unite della Cassazione intervengono sulla confisca per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. Con la sentenza n. 13783/2025, viene escluso il principio solidaristico, secondo cui ogni concorrente poteva essere chiamato a rispondere per l'intero profitto del reato. La Corte ha stabilito che la confisca, avendo natura prevalentemente ripristinatoria e non punitiva, deve essere limitata a quanto ciascun soggetto ha concretamente conseguito. In caso di impossibilità di determinare le singole quote, il profitto illecito viene ripartito in parti uguali tra i correi. Questa decisione annulla la sentenza di un tribunale che aveva applicato la confisca per l'intero importo a uno solo degli imputati in un caso di corruzione.
Continua »
Sequestro preventivo terzo: diritti e limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 305/2025, ha rigettato il ricorso di una terza proprietaria avverso un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione di un immobile. La Corte ha stabilito che, sebbene il terzo abbia pieno diritto di contestare i presupposti della misura cautelare, nel caso di specie la sproporzione tra il bene di lusso e i redditi leciti era sufficiente a giustificare il sequestro, e il rischio di dispersione del bene (periculum in mora) era stato adeguatamente motivato sulla base della condotta pregressa degli indagati volta ad occultare i proventi illeciti.
Continua »