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Direttiva 2010/45/UE

7 provvedimenti

Compensazione verticale IVA: limiti e condizioni
Una società si è opposta a una cartella di pagamento, sostenendo di aver legittimamente utilizzato un credito IVA in compensazione verticale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31309/2023, ha chiarito che i limiti monetari annuali previsti per la compensazione orizzontale non si applicano alla compensazione verticale IVA. Quest'ultima è consentita solo scomputando il credito annuale dall'imposta a debito delle liquidazioni periodiche dell'anno successivo, senza soglie massime.
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Regime IVA per cassa: scelta vincolante, no mix
Una società ha applicato contemporaneamente il regime IVA per cassa e quello ordinario. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19799/2024, ha stabilito che tale comportamento è errato. L'opzione per il regime IVA per cassa, anche se desunta da un comportamento concludente, deve essere inequivocabile e applicata a tutte le operazioni del periodo d'imposta, escludendo la possibilità di un utilizzo misto.
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IVA per cassa: annotazione in fattura obbligatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4112/2024, ha stabilito che per usufruire del regime dell'IVA per cassa previsto dall'art. 7 del D.L. n. 185/2008 (applicabile per le annualità 2011 e 2012), era indispensabile l'espressa annotazione sulla fattura. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, chiarendo che il semplice comportamento concludente non era sufficiente a sostituire tale requisito formale, data la natura eccezionale e transattiva di quella specifica disciplina, a differenza del regime opzionale sistemico introdotto successivamente nel 2012.
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Principio di cassa: onere della prova sul professionista
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32035/2024, ha riaffermato un principio fondamentale per i lavoratori autonomi: l'onere della prova riguardo la data di incasso dei compensi spetta al contribuente. Il caso riguardava un professionista a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la mancata dichiarazione di redditi per fatture emesse nel 2012. La Corte ha stabilito che, in base al principio di cassa, spetta al professionista dimostrare che l'incasso è avvenuto in un anno successivo. La sentenza ha anche chiarito che per l'applicazione del regime di IVA ad esigibilità differita è necessario rispettare rigidi requisiti formali sulla fattura, in assenza dei quali si applica il regime ordinario.
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Fermo amministrativo: interrompe la prescrizione IVA?
Una società richiedeva un rimborso IVA del 1999. L'Amministrazione finanziaria, vantando dei controcrediti, notificava due provvedimenti di fermo amministrativo. La Corte di Cassazione, con la sentenza 7251/2025, ha stabilito che il fermo amministrativo non è un mero impedimento di fatto, ma un impedimento giuridico che interrompe la prescrizione del diritto del contribuente al rimborso. La prescrizione, pertanto, non era maturata, in quanto riprende a decorrere solo dalla cessazione della causa impeditiva, come il passaggio in giudicato della sentenza che accerta l'insussistenza del credito dell'erario.
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Evasione Fiscale: quando l’abuso diventa frode
Una società operante nel settore dell'information technology aveva creato delle società satellite fittizie per trasformare costi del personale in costi per servizi, al fine di ottenere indebiti vantaggi fiscali, tra cui la detrazione dell'IVA. La Corte di Cassazione ha riqualificato la condotta da 'abuso del diritto' a 'Evasione Fiscale', stabilendo che in presenza di operazioni fittizie e fraudolente, il diritto alla detrazione dell'IVA deve essere negato. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni procedurali del contribuente, sottolineando che la violazione del contraddittorio deve essere accompagnata dalla prova di un danno effettivo alla difesa.
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Limite compensazione credito IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo un principio fondamentale sul limite compensazione credito IVA. La Corte ha chiarito che il tetto annuale non si calcola sull'anno in cui avviene il pagamento (cassa), ma sull'anno in cui il credito matura (competenza). Questa decisione impedisce all'amministrazione di cumulare crediti di anni diversi sotto un unico limite annuale, tutelando i contribuenti dai ritardi procedurali.
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