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direttiva 2009/28/CE

13 provvedimenti

Rendita catastale impianti eolici: la torre non è un immobile tassabile
Un'Azienda, proprietaria di un impianto eolico, ha contestato l'inclusione della torre dell'aerogeneratore nel calcolo della rendita catastale da parte dell'Agenzia delle Entrate. L'Azienda sosteneva che la torre fosse un elemento funzionale al processo produttivo e non un immobile tassabile. Dopo che i giudici di merito avevano respinto il ricorso, la Corte di Cassazione ha accolto la tesi dell'Azienda. La Suprema Corte ha stabilito che, per la determinazione della rendita catastale impianti eolici, le componenti strettamente funzionali alla produzione di energia, come la torre, non devono essere considerate immobili tassabili, anche se stabilmente ancorate al suolo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Canone occupazione suolo pubblico: Cassazione limita il controllo sui giudici speciali
Diverse aziende del settore eolico hanno contestato un Regolamento provinciale che introduceva un nuovo `canone per l'occupazione di suolo pubblico` per i cavidotti. Dopo che i loro ricorsi sono stati respinti dal TAR e dal Consiglio di Stato, le aziende hanno presentato ricorso in Cassazione. Hanno sostenuto che il giudice amministrativo non aveva applicato correttamente i criteri di legge per il calcolo del canone e aveva violato il diritto dell'Unione Europea, anche omettendo un rinvio pregiudiziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che il suo controllo sulle sentenze dei giudici speciali si limita ai vizi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione. La violazione del diritto europeo o l'omesso rinvio pregiudiziale rientrano nell'ambito dell'interpretazione del diritto (error in iudicando o in procedendo) e non costituiscono un eccesso di potere giurisdizionale sindacabile dalla Cassazione.
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Detassazione investimenti ambientali: Fisco battuto in Cassazione
Un'azienda ha acquistato macchinari per ridurre l'impatto ambientale, ma l'Agenzia delle Entrate le ha negato la relativa agevolazione fiscale. Secondo il Fisco, l'investimento era obbligatorio per legge. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo che la norma citata dall'Agenzia non era applicabile al caso specifico. L'obbligo riguardava enti pubblici e l'acquisto di beni con materiale riciclato, non l'acquisto di macchinari da parte di un'impresa privata. Di conseguenza, l'investimento era volontario e la detassazione per investimenti ambientali era legittima. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e rinviato il caso al giudice tributario per una nuova valutazione.
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Energie rinnovabili e tutela ambientale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'autorizzazione per un impianto idroelettrico, respingendo il ricorso di un Ente Locale. Il cuore della disputa riguarda il bilanciamento tra la tutela ambientale e la promozione delle energie rinnovabili. La Corte ha stabilito che il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha correttamente valutato il rispetto del deflusso ecologico e delle prescrizioni ambientali. È stato inoltre chiarito che il termine per impugnare le sentenze del tribunale speciale è di quarantacinque giorni dalla notificazione del dispositivo.
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Concessioni idroelettriche: no alla proroga automatica
Una società energetica ha impugnato il diniego di adeguamento della durata di una concessione idroelettrica, sostenendo che la rimodulazione degli incentivi prevista dal D.L. 145/2013 implicasse una proroga automatica del titolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la società ha ottenuto gli incentivi originali rinunciando all'opzione di proroga. Le Sezioni Unite hanno comunque ribadito che le concessioni idroelettriche non possono essere prorogate automaticamente, per non violare i principi di concorrenza e le normative europee che impongono procedure di gara trasparenti.
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IMU parco eolico: la base imponibile è il valore
Una società energetica ha contestato il calcolo dell'IMU per un parco eolico nell'anno del suo completamento e accatastamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la base imponibile per l'IMU parco eolico si calcola sul valore contabile dell'intero impianto per il periodo precedente la richiesta di accatastamento, e sulla rendita proposta per il periodo successivo. La Corte ha ribadito che il parco eolico va considerato un unico opificio industriale.
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Canone aggiuntivo: legittima la richiesta regionale
Una società energetica ha contestato la legittimità e il metodo di calcolo di un canone aggiuntivo richiesto da un ente regionale per la prosecuzione temporanea di una concessione idroelettrica scaduta. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha respinto il ricorso, confermando che l'imposizione del canone aggiuntivo rientra nei poteri della Regione. La Corte ha inoltre stabilito che il giudice amministrativo non può sostituire la propria valutazione a quella della Pubblica Amministrazione, ma deve limitarsi a un controllo di legittimità, verificando che la scelta non sia palesemente irragionevole o arbitraria, anche se fossero possibili soluzioni alternative.
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Canone aggiuntivo idroelettrico: legittimo per la Cassazione
Una società energetica ha impugnato la delibera di una Regione che imponeva un canone aggiuntivo per la prosecuzione dell'esercizio di un impianto idroelettrico dopo la scadenza della concessione. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha respinto il ricorso, stabilendo che il canone aggiuntivo è legittimo. Esso non è una tassa, ma un corrispettivo per il vantaggio economico derivante dall'uso di risorse pubbliche e di impianti già ammortizzati. La Corte ha chiarito che l'imposizione rientra nella competenza legislativa regionale in materia di energia e non viola né la normativa nazionale, né i principi europei di non discriminazione.
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Canone aggiuntivo idroelettrico: legittimo per la Cass.
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha rigettato il ricorso di una società energetica contro una Regione, confermando la legittimità del canone aggiuntivo idroelettrico imposto per la prosecuzione temporanea di una concessione scaduta. La Corte ha stabilito che tale canone non è una tassa, ma un corrispettivo per il vantaggio economico derivante dall'utilizzo di beni pubblici e impianti già ammortizzati, rientrando pienamente nella potestà legislativa regionale in materia di energia.
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Canone aggiuntivo idroelettrico: legittimo per la Cassazione
Una società energetica ha impugnato la decisione di una Regione di imporre un canone aggiuntivo per la prosecuzione dell'esercizio di impianti idroelettrici con concessione scaduta. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha rigettato il ricorso, stabilendo la piena legittimità del canone aggiuntivo concessioni idroelettriche. La Corte ha chiarito che tale canone non è una tassa, ma un corrispettivo per il vantaggio economico derivante dall'utilizzo di beni pubblici e impianti già ammortizzati, rientrando pienamente nella potestà legislativa della Regione in materia di energia.
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Investimento ambientale: no bonus senza danno proprio
Una società operante nel settore fotovoltaico si è vista negare la detassazione "Tremonti ambiente". La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Fisco, stabilendo un principio chiave: il beneficio fiscale per un investimento ambientale spetta solo alle imprese che investono per ridurre il danno ambientale causato dalla propria specifica attività, e non a quelle il cui core business è già la fornitura di servizi ambientali a terzi.
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Accise energia biomasse: la Cassazione fa chiarezza
Un'azienda energetica contestava l'addebito di accise sulla produzione di energia da rifiuti. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione fiscale si applica, in quanto la frazione biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani rientra nel concetto di biomassa e fonte rinnovabile. La Corte ha rigettato il ricorso principale dell'Amministrazione Finanziaria, che riteneva la mancata comunicazione mensile causa di decadenza dal beneficio, specificando che tale adempimento ha natura formale. Ha invece accolto parzialmente il ricorso dell'azienda, rinviando alla corte di merito il compito di quantificare l'energia prodotta esclusivamente dalla parte biodegradabile, unica porzione che beneficia dell'esenzione.
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Canone aggiuntivo idroelettrico: limiti del sindacato
Una società energetica ha impugnato la misura di un canone aggiuntivo imposto da una Regione per la prosecuzione di concessioni idroelettriche scadute. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la competenza regionale nella determinazione del canone e specificando che il sindacato giurisdizionale è limitato alla verifica di ragionevolezza e proporzionalità, senza poter entrare nel merito delle scelte discrezionali dell'amministrazione.
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